mercoledì 25 agosto 2021

A proposito di...Quella sera dorata

 Buongiorno a tutti!

Oggi vi parlo dell'ultimo libro che ho letto, Quella sera dorata di Peter Cameron!

E' la ventiduesima lettura di quest'anno, contando che nella la mia reading challenge su Goodreads ne avevo programmati 24 direi che ci sono quasi! Non pensavo di leggere così tanto quest'anno...alla fine tutta la stanchezza che mi porto addosso a qualcosa serve, quando cerco di rimettermi un po' in forze leggo. Ma passiamo alla recensione!

La copertina

Omar Razaghi è un giovane dottorando di un'università del Kansas che ha vinto una borsa di studio per scrivere la biografia di Jules Gund, uno scrittore uruguayano autore di un unico libro, La Gondola. Gli serve però l'autorizzazione degli eredi testamentari di Gund: la moglie Caroline, l'amante Arden ed il fratello Adam. Niente di più facile, secondo Omar, ma qualcosa va storto. Spinto dalla tirannica fidanzata Deirdre, all'aspirante biografo non resta che andare direttamente ad Ochos Rios, la tenuta dove tutti vivono...e niente andrà come previsto. 

Ho comprato Quella sera dorata durante la promozione Adelphi per avere una delle fantastiche shopper (ho preso quella con il veliero), non sapendo assolutamente nulla della trama. Di Peter Cameron avevo già letto Un giorno questo dolore ti sarà utile, mi era piaciuto, di questo romanzo ne avevo sentito ben parlare e quindi mi sono fidata. A ragione! E' un libro delicato ed elegante, con dialoghi a momenti molto divertenti e arguti, ma quello che ho soprattutto apprezzato è stato il modo in cui i personaggi sono descritti. Ognuno di loro, dai protagonisti alle parti di contorno, è delineato alla perfezione, nel linguaggio, nei gesti, nel modo di esprimersi. Ognuno di loro è amato o odiato a seconda delle occasioni, perché, come nella vita reale, hanno mille sfumature, pregi e difetti, rendendoli veri ai nostri occhi. 

La locandina del film

Da Quella sera dorata James Ivory ha tratto un film nel 2009, con Anthony Hopkins, Laura Linney, Charlotte Gainsbourg, Omar Metwally e Alexandra Maria Lara. L'ho visto il giorno stesso in cui ho finito il libro, complice la prima dose di Pfizer che mi ha dato un po' di stanchezza...e sinceramente, è più bello il libro del film. E' tratto abbastanza fedelmente, alcuni dialoghi sono pressoché identici, ma manca qualcosa della poesia del testo originale. 

Alla prossima cari lettori 💖

giovedì 19 agosto 2021

Luce di fine estate

Questi sono i giorni in cui inizi a renderti conto che l'estate sta finendo, nonostante manchi più di un mese all'equinozio d'autunno. Eppure, le giornate si fanno evidentemente più corte, ogni tanto la brezza serale fresca ti fa respirare dall'afa che ha regnato sovrana per le ore diurne, e soprattutto ci sono momenti in cui noti sprazzi di luce diversa, di una tinta dorata più aranciata che gialla. Questi piccoli segni mi fanno sorridere, perché vuol dire che tra poco arriva la mia stagione preferita. 

Da piccola adoravo l'estate. Era sinonimo di mare, viaggi, e del mio compleanno. La prima estate in cui mi ricordo di aver particolarmente sofferto il caldo è stata quella del "99, mi rivedo ancora mentre giocavo al game boy e sudavo. Poi, le estati caldissime sono come lo sappiamo diventate più frequenti e da tre anni a questa parte, con lo spostamento a Firenze, mi ritrovo spesso a non riuscire più a muovermi per la stanchezza e a fare cure di integratori. L'amore per l'estate è andato progressivamente via, sostituito da una certa insofferenza per il caldo e il ritrovarsi senza energie all'improvviso. Non riesco più a godermela appieno e spesso evito di uscire.

L'autunno sta diventando la mia stagione preferita. Le varie sfumature di oro, marrone e rosso delle foglie, il profumo delle prime piogge, la brezza fresca... dato che sto cambiando il mio ritmo di vita e mi sveglio molto presto (tra le 5:30 e le 7), non vedo l'ora di vedere la notte diventare alba dalla porta finestra del salotto, magari con una bella tazza fumante di tisana all'arancia e cannella, mentre leggo il mio capitolo mattutino. E' un bel cambiamento per me che sono sempre stata abituata a dormire fino a tardi, ma mi sta piacendo iniziare la giornata prima di tutti, nel silenzio particolare del mattino...e con questo caldo, è anche rigenerante svegliarsi quando fa ancora fresco!

A presto lettori 💗


(Foto dal web).

mercoledì 7 luglio 2021

Ritorno all'ovile

Mmm...non mi piace il titolo di questo post, ma me lo farò bastare. 

Sono tornata a casa dalla Sardegna da quattro giorni ed il motivo per cui non ho più scritto è...che internet non funzionava come speravo a casa dei miei. Ho passato tre settimane con ogni tanto qualche messaggio che mi arrivava da Whatsapp e le notifiche di Instagram viste ma impossibili da caricare sull'app. Tutto sommato però non mi è dispiaciuto. Staccare la spina, completamente, mi ha fatto bene. Dicono che sono più allegra e ho la voce più rilassata. 

Ho passato giorni interi quasi solo a leggere, passeggiare e finire serie tv (ben 3), ho fatto lunghe chiacchierate con i miei genitori, fumato pochissimo e scritto un po' sulla mia agenda, cosa che non facevo da due anni, ho iniziato a programmare mentalmente una storia vorrei raccontare da anni. Non so se ne caverò piede eh, perché il mio blocco dello scrittore, devo accettarlo, è un osso duro, ma era da tempo che non mi mettevo lì a schematizzare un romanzo. Per la verità sarebbero minimo quattro romanzi, ma anche i deliri di onnipotenza con serie infinite di libri hanno sempre fatto parte della mia anima scrittrice, quindi anche questo va benissimo. 

Lola alla fine si è comportata bene, per quanto momento del viaggio in sé sia stato stressante. A volte penso di sottovalutarla...è stata bravissima con il cane di mio padre, giocavano tutti i giorni, si facevano pure i baci e gli abbracci e chiacchieravano a modo loro, sembravano due scimmie. Ogni tanto hanno litigato ma tutto risolvibile. Fortunatamente Lola è un cane molto conciliante, reagisce mostrando i denti e poi invita al gioco. I momenti buffi: 

1) Quando Loki ha lasciato un pezzo di fetta biscottata a terra, Lola ha cercato di prenderglielo, Loki l'ha ringhiata, Lola prima lo ha portato fuori in giardino a giocare e cinque minuti dopo, quando Loki si era completamente dimenticato della fetta biscottata, è tornata in casa a mangiarsela senza testimoni tranne noi.(Io ovviamente sono orgogliosa di questa cosa, amo i cani furbi).

2) Partiamo da due presupposti. I miei erano convinti che quest'anno l'albicocco non avesse fatto assolutamente nessun frutto. Lola adora la frutta e la verdura, d'altronde ha avuto una balia vegana. Una mattina, vedo Lola che, dopo aver rovistato per svariati minuti nell'edera sotto all'albicocco, viene verso di me tutta fiera con un frutto arancione in bocca. La nostra ipotesi è che abbia scovato l'unica albicocca prodotta dall'albero ormai caduta a terra. Se l'è snocciolata e pappata con gusto. 

Da questi due racconti, chi si intende di giochi di ruolo capirà che in un party Lola sarebbe il ladro perfetto. 

Come dicevo ho fatto lunghe camminate, tutti i giorni facevo minimo 6 chilometri. Un paio di volte sono anche andata al mare verso la marina di Sorso in tarda serata sia con Lola che con Loki, a fargli fare un po' di corse. Lola alla fine si è molto divertita a scoprirlo, ha anche fatto qualche bagno, ma l'acqua che ha preferito in assoluto è stata sicuramente quella del torrente a casa dei miei: ci si accucciava dentro per lunghi minuti ogni volta che stavamo tornando a casa dalla passeggiata. 

Purtroppo non sono potuta andare al cimitero del paese dove sta mia nonna, ma sono riuscita a recuperare alcuni ricordi, in particolare di quando andavamo all'opera, e una collana con il bottone sardo della quale avevamo parlato ogni tanto. Non riesco a non smettere di indossarla. 

Sono tornata in una Firenze colpita dall'afa e in un condominio in delirio per caldo, pandemia ed europei di calcio. Dico solo che lunedì ho avuto l'ennesima conferma che la voglia di andare via da questa casa, per quanto mi piaccia perché è piccola e accogliente ed è in campagna, è tanta. Ma devo aspettare ancora un annetto e intanto, si resiste e non ci si fa mettere i piedi in testa da nessuno. 

Vi lascio un po' di foto della Sardegna...a presto 💓







sabato 12 giugno 2021

Una partenza ai tempi del Coronavirus

Domani, dopo diciannove mesi lontana, torno in Sardegna dai miei. Starò lì fino al 3 luglio, un po' per recuperare il tempo perso, un po' perché ne ho veramente bisogno, e anche per alcune pratiche burocratiche in vista del cambio di residenza da Sennori a Firenze. Con me verrà anche Lola e per questo motivo (oltre alla maggiore sicurezza con il Covid) andrò in nave, dato che i cani della sua stazza non sono accettati e non mi fido a lasciarla da sola da qualche parte. E' un cane che si impressiona facilmente e ho letto di troppi incidenti accaduti a cani lasciati senza un'occhiata umana in viaggio, e sinceramente anche basta perdere il figlio peloso del momento per qualche tragedia. Ho preso una cabina apposta per gli animali e una volta salita sulla nave mi chiuderò lì per la durata del traghetto. Indosserò mascherina FFP3, guanti usa e getta, e mi porterò dietro il gel igienizzante. Al porto verrà a prendermi mio fratello, che ha pure fatto una prima dose di vaccino. E martedì farò un tampone rapido in farmacia. What else?

Chi mi segue da un po' lo sa (oddio, siete rimasti in pochi!!), i viaggi mi fanno sprofondare in uno stato di cupa riflessione e mi mettono ansia. Quest'anno non è meglio, anche se in realtà le ansie non sono solo legate alla pandemia. 

Domani mi aspetta una giornata intensa: al mattino tampone antigenico al presidio della Croce Rossa a Santa Maria Novella, poi ho deciso di trattarmi bene passando All'Antico Vinaio a prendere una schiacciata che sarà la mia cena, poi pranzo dal giapponese, da dove ho intenzione di uscire rotolando per i troppi ravioli al vapore, torno a casa, ho una chiamata che mi sarei evitata ma vabbeh, intanto faccio le valigie, porto Lola a fare un giro lungo di una decina di chilometri per stancarla e fare in modo che dorma e basta in viaggio, poi parto verso Livorno e au revoir! Già solo tutto sto ambaradan mi fa venire la gocciolina di sudore sulla tempia. Contate che dovrei pure metterci di mezzo la scrittura di un articolo sui luoghi di divertimento della Firenze romana e non so dove ficcarcelo. Neanche ho fatto ricerca per la parte iconografica. Brava Ko, brava. 

Ci sono poi le ansie del dopo. Varie cose sono problemi familiari che ora dovrò per forza toccare con mano. C'è anche Lola. Ha paura dei gatti e i miei ne hanno due. Di solito li insegue e poi improvvisamente scappa piangendo anche se il micio non le ha fatto nulla. Gin è un micione pacifico, ma Max, che è poi quello che mi è più affezionato, con i cani è uno stronzo bastardo. Se Lola ha paura dei gatti è colpa sua perché l'ultima volta che sono stata giù le ha tirato un'unghiata nell'occhio mentre stava passando per il corridoio. Quindi la domanda è: riuscirà Lola ad abituarsi per tre settimane o sarà tutto un inseguimento seguito da immancabile piagnisteo da parte sua e un soffiare da parte dei gatti? 

E poi, c'è Loki, il cane dei miei. Un bestione di 45 chili di razza Fonnese. Rispetto a molti è un cane molto equilibrato anche con i suoi simili, ma ha il suo caratterino, e visto che pure Lola è particolare, sto sperando che si stiano simpatici e basta. Di solito lei va d'accordo con i cani maschi più che con le femmine, ma è anche vero che è molto dominante e tende a voler fare 'la capetta', come la chiamano nel quartiere. Il mio desiderio è che stiano come nel mondo dei mini pony, sia tutto rosa e fiori con sottofondo di musica sognante, e passino il tempo a giocare insieme. Incrocio le dita. 

E infine...non mi separo da casa e da Renato da diciannove mesi. Lasciarlo solo mi sembra strano. Ormai credo di essere così abituata ad essere qui con lui che l'idea di andarmene è un po' come dire ad un inglese che il tè delle cinque verrà servito alle quattro. 

Cosa farò lì? Beh, mi godrò i miei e la mia valle. Ho intenzione di fare delle passeggiate nei miei sentieri di trekking preferiti, che non percorro da più di due anni perché nel 2019 Lola era troppo piccola per fare passeggiate lunghe e da cucciola non era una cagnolina che le apprezzava, è una cosa che le è piaciuta fare una volta adulta. Non vedo l'ora di tornare a saltellare sui sassi in mezzo al rio Barca cercando di non cadere in acqua mentre lo attraverso e di godermi il panorama da Monte Bianchinu, osservando Osilo e il castello dei Malaspina che fronteggia da secoli la chiesa di Nostra Signora di Bonaria sul colle opposto. Sto portando l'e-reader e penso che finirò la serie di World of Warcraft. Voglio scrivere di tutto e di più, dai miei articoli di storia per Instagram (e visto che ci sono, qui trovate la pagina su Firenze di un amico con cui collaboro) a questo blog, e magari ci scappa pure qualcos'altro per me stessa. E' da tanto che non scrivo per me, che non invento qualcosa, e mi manca. Chissà. 

E andrò anche a trovare mia nonna. E' mancata il 15 maggio. Non la vedevo da diciotto mesi. Aveva 91 anni e una vita intensa che ha deciso lei di voler lasciare andare. La capisco, però nel mio egoismo le avevo chiesto due giorni prima di aspettarmi...e so che è meglio che sia andata così. Ma è vero quello che ho ripetuto nei giorni successivi. Per chi va via è meglio, soprattutto se serenamente come lei, per chi rimane c'è sempre quella mancanza. Mi spiace non averla potuta salutare dal vivo. Mi rimangono i ricordi della sua mozzarella in carrozza, delle costruzioni in legno e delle vecchie bambole, dei suoi commenti che mi facevano alzare gli occhi al cielo quando guardava un film in tv, dei suoi concerti con il suo coro (ha cantato proprio fino alla fine), e delle nostre prime all'opera, una passione che abbiamo condiviso per dieci anni. Il giorno del funerale ho riascoltato La Bohème, che era la prima opera che avevamo visto insieme. Ora andrò a trovarla accanto al nonno nel paesino della mia famiglia sarda. Penso che porterò dei fiori.

Alla prossima!



lunedì 28 settembre 2020

Pienone di fine settembre (Diario di una proprietaria di cane disperata)

Ci sono settimane in cui davvero non ti fermi, e ci sono giorni più pieni di altri! E' stato il caso della settimana scorsa, tant'è vero che non sono nemmeno riuscita a scrivere la recensione de Il segno dell'unicorno, il terzo libro delle Cronache di Ambra, sull'altro blog. Spero di riuscire in giornata, anche se la vedo un po' dura, dipende da quanto riesco a fare del resto...ieri è stata la giornata peggiore in assoluto. Dalle nove in poi, è stato tutto un rimettere a posto, fare il pane, metterlo a lievitare, cucinare il pranzo, aggiornare il foglio elettronico con i nomi delle partecipanti al give-away del gruppo di cosmetica ecosostenibile sul quale sono moderatrice, reimpastare in pane e creare i panini, rimetterlo a lievitare, fare una lavatrice cucinare il cibo per Lola, buttare la spazzatura, fare un'altra lavatrice, mettere a cuocere il pane, sedersi al pc per una giocata sul gioco di ruolo, sfornare il pane, cenare e mettere su l'asciugatrice aspettando che finisse per andare a letto. Il mio terrazzo interno funge da lavanderia in quanto la casa è troppo piccola, e se lascio troppo i panni in asciugatrice dopo che questa ha finito sono a punto e a capo. E se vi è venuto il fiatone solo a leggere tutto questo, immaginatevi a me...sono andata a letto all'1 ed ero talmente stanca e con i pensieri rivolti a oggi che sono riuscita ad addormentarmi solo mezz'ora dopo. 

Sono indietro anche con la challenge di Goodreads, ma quello sono certa che riuscirò a recuperarlo oggi. Tra gli impegni, poi, c'è Lola che come sempre da tanto pensiero...e a proposito devo ricordarmi di chiamare la veterinaria oggi...

Lola è sempre stata poco gestibile fuori casa, fin da piccola appena qualcosa era un po' fuori posto reagiva spaventandosi e abbaiando. Ma nelle ultime settimane la cosa è sempre peggiorata. Forse è anche complice una gravidanza isterica che le abbiamo scoperto solo la settimana scorsa...avevo notato che le si erano gonfiate le mammelle dopo il calore, ma dato che non piagnucolava o mostrava segni di attaccamento eccessivo ai giochini come so che fanno le cagne con una gravidanza nervosa, non ci ho badato, pensavo fosse semplicemente perché aveva fatto il calore. Invece, quando domenica scorsa l'ho portata a fare le analisi del sangue in vista delle sterilizzazione, ci hanno dato sta "bella" notizia. Il sentimento materno, chiamiamolo così, lo ha scaricato sulla cucciola della vicina con cui gioca. Comunque, il giorno prima mi sono presa lo spavento della vita. Peggio di quando Nemo mi portò davanti un cinghialetto in mezzo al nulla, lungo un sentiero da trekking. L'avevo sciolta per farla correre in una strada dove non passano le macchine, è arrivato un corridore e lei lo ha quasi morso ad un braccio. Giuro, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non bastava il tirare come una dannata tanto da spezzarmi un anello che mi aveva regalato Renato quattro anni fa, l'inseguire i gatti e l'abbaiare ai cani e alle persone per strada. Ora questo. Sono tornata a casa piangendo e dicendo a Renato che basta, io ora chiedo alla veterinaria il numero di un educatore perché non ce la faccio più, abbiamo un cane che sta diventando aggressivo e se per caso morde qualcuno ci si prende una bella denuncia e il cane ce lo possono anche sopprimere. Ovvio che ha minimizzato, ma lui non si è mai reso conto della situazione visto che Lola non la porta MAI fuori. Comunque, con la promessa che avrei pagato io con i miei pochi soldini, mi ha seguita. La comportamentalista è venuta sabato e ha sconvolto il mondo...non tanto a me, che sospettavo già da tempo quello che la testa di Lola pensava (ma sapendo il giusto di educazione cinofila, non conoscevo il modo di agire e di internet non mi fido), ma a Renato e a lei sì. A forza di avere da una parte me che mi comportavo in un modo e dall'altra parte Renato in un altro, Lola ha pensato che è lei il capobranco e ci deve proteggere. Gli stimoli esterni sono quindi percepiti come un'aggressione a noi. Da qui l'abbaio e ora anche questa tendenza a voler mordere qualunque cosa oltrepassi la soglia di casa o ci avvicini. Ci ha spiegato per filo e per segno come fare in questa prima settimana e devo dire che stiamo già iniziando a vedere qualche risultato...per dire, era da un sacco di tempo che al momento dei pasti la casa non era così silenziosa. L'unica cosa che mi dispiace è che lei è confusa, a tratti depressa, e che tutto si basa sul timore ogni volta che fa qualcosa che non va (dobbiamo battere sul tavolo o comunque fare una rumore forte per farle capire che non si fa). Dall'altra parte, se questo serve ad una convivenza pacifica, ok. 

Quanto a Renato, l'ho sfidato dicendogli: "Prova a portarla TU fuori una sola volta e capirai che ho fatto bene a chiamare qualcuno, a parte capire perché torno dalle passeggiate con Lola con i nervi a fior di pelle". 

L'ha portata con sé al bar sabato mentre ero fuori a far la spesa. 

Commento quando è venuto a prendermi fuori la Coop: "Amore, avevi ragione, è stato un disastro, abbaiava e cercava di mordere chiunque si avvicinasse, hai fatto bene a chiamare l'addestratrice perché molto presto sarebbe successo un incidente". 

Ecco, vedi che mi devi stare ad ascoltare ogni tanto!!!

Comunque, spero che questa settimana riuscirò a sedermi un po', anche solo per studiare per la patente, ma ne dubito...già solo la montagna di lavatrici, asciugatrici, stirare i panni e archiviare le bollette (una cosa che mi trascino da troppo tempo) mi porteranno via tanto tempo...addio. 



martedì 22 settembre 2020

Finalmente autunno!

Oggi, alle 15:31, è iniziato l'autunno. Gli do un caloroso benvenuto. Oggi a Firenze è stata una giornata a metà tra sole, nuvole e pioggia, piuttosto fresca. Una manna dal cielo. 

Fino a qualche anno fa, la mia stagione preferita era l'estate. Poi, sono iniziate queste estati caldissime, afose, in cui sudi anche rimanendo immobile a letto con il ventilatore puntato addosso. L'estate è da qualche tempo un periodo dell'anno in cui mi sento spesso male, spossata, con il mal di testa, l'anno scorso il mio ragazzo mi ha raccolta mentre stavo svenendo. Ho sempre sofferto di pressione bassa e quindi questo mi stronca, semplicemente. Quindi, la mia preferenza si è spostata verso le altre tre stagioni dell'anno, in particolare le vie di mezzo (più o meno) dell'autunno e della primavera. In particolare, mi piacciono i colori caldi, il giallo, il marrone e il rosso delle foglie, il loro cadere e scricchiolare sotto alle suole delle scarpe, l'umidità dei boschi durante le passeggiate con il cane. Non è un caldo splendente però, come può essere quello dei boccioli in primavera e del grano in estate. Ha qualcosa di freddo, paradossalmente, quasi preannunciasse l'inverno. Qui in Toscana poi, è un fenomeno che si vede benissimo, rispetto alla Sardegna e alla sua monotona natura sempreverde. E' il periodo in cui il té caldo diventa un piacere, dei primi minestroni, dei primi maglioni e dei calzettoni, tutte cose che mi fanno sentire in qualche modo più comoda. Tra poco metteremo il piumone e allora sarà ancora più bello stendersi per dormire, tra la morbidezza del materasso e quella delle piume. Un po' più difficili i risvegli, con il buio e quella nebbiolina che arriva dal Mugello accanto...anche se il tutto ha senza dubbio fascino per gli animi romantici. 

L'unica cosa che mi preoccupa un po' di questo autunno e del fresco che porterà è ciò che potrebbe succedere con il coronavirus. Non sono preoccupata per me stessa, certo quando c'è stato il rischio che fossi stata contagiata mi sono sentita mancare la sedia sotto i piedi, ma sono giovane e anche stando male ho più possibilità di superarla. Mi preoccupano, come sempre, i miei genitori, mia nonna, e anche le ripercussione di tutto questo sulla nostra vita. Un esempio è l'università, con corsi in cui le lezioni in presenza diventano su prenotazione, segreterie sempre chiuse...odio dover fare tutto via mail. Perché la burocrazia universitaria è tra le più ostiche e a volte devi, purtroppo, impuntarti e fare la voce grossa per ottenere qualcosa. La mia situazione a livello accademico è piuttosto delicata e ho un certo timore ad affrontare tutto a distanza...eppure, sembra l'unica soluzione. E' difficile che l'inerzia non mi prenda di nuovo. 

Comunque, bando alle ciance! L'autunno è tornato e ne sono felice. Spero che anche per voi sia sinonimo di felicità, anche se mi rendo conto che è una cosa un po' particolare. 

Al prossimo post!



P.S.: vi lascio il link della recensione che ho scritto delle Armi di Avalon di Roger Zelazny su Dragons. La trovate qui. Ormai sono molto avanti con la lettura delle Cronache di Ambra, sto finendo il primo libro del secondo ciclo, quello di Merlin, ossia Ritorno ad Ambra. Poco per volta recensisco tutto, prometto! E intanto sto anche preparando una serie di tre articoli che potrebbero essere interessanti. Certo, quando uscirà tutto metterò i link anche qui. Un abbraccio. 

venerdì 11 settembre 2020

Buon primo anno Lola!

Un anno fa mi trovavo nella mia stanzetta di cinque metri quadri in una casa dello studente fiorentina, sdraiata sul letto, ad aspettare che mi sfrattassero. Non era un bel periodo e non lo è stato per un bel po' di tempo anche dopo. Avevo il cellulare in mano e scrollavo la bacheca, come avevo preso l'abitudine di fare da quando era scomparso Nemo, nella speranza di vederlo...cosa che ancora non è avvenuta. 

All'improvviso, verso l'una del mattino, su un gruppo animalista di Sassari vedo l'appello disperato di una ragazza. In una cassetta, tre cuccioli gli uni sugli altri. Hanno pochi giorni, forse neanche una settimana. Dai commenti capisco che una ragazza li ha trovati sepolti vivi, sotto terra, in un campo di more. Li ha sentiti piangere e nonostante la pioggia battente si è buttata in mezzo ai rovi per prenderli e salvarli. Uno era già morto...quello più in superficie. Gli altri vengono fuori mano a mano che scava con le mani, un cucciolo nero e due più chiari. Il nero è maschio, le due più chiare sono femmine, scopriremo in seguito. La ragazza non li può tenere, cerca una balia. Io condivido su tutti i gruppi che posso e intanto le scrivo un commento con le prime indicazioni, tenerli al caldo e soprattutto non dargli latte di mucca ma al massimo di capra, meglio se può procurarsi del latte in polvere per cuccioli. Ho fatto da balia a cinque gattini di dieci giorni e so come si fa. 

L'indomani, i cuccioli verranno presi da un'altra ragazza. Nel pomeriggio andrà in quel campo di more a controllare che non ci sia la mamma, magari una randagina. Non troverà nessuna cagna adulta ma un sacco di mangime chiuso con dentro altri sei cuccioli appena nati. Tre sono già morti. Gli altri tre le moriranno tra le mani nelle ore successive. Questa è la dura realtà della Sardegna e del sud Italia. Nelle campagne, le cagne non vengono sterilizzate perché è considerato contro natura, o semplicemente perché si è sempre fatto così, le cucciolate si sono sempre affogate o chiuse in un sacco di mangime e poi buttate nella spazzatura. Questo nonostante i numerosi bandi che i comuni fanno per sterilizzare quasi gratuitamente. Bandi ai quali quasi nessuno risponde. Le volontarie, e altre persone che cercano di dare una mano, in questo periodo sono sempre allo stremo, tra abbandoni di cani adulti per le vacanze e cuccioli di età compresa tra i primi giorni e i pochi mesi. E i canili si riempiono.

Ma torniamo a quei tre cuccioli. Io inizio a seguirli, come faccio per tutti quelli di cui vedo gli appelli. Sono tutti invasi dalle larve di mosca. Una delle due femmine, chiamata Moksha, ha una ferita al sedere che però si rimarginerà. Dopo un po' chiedo l'amicizia alla loro balia per seguirli meglio. Moksha mi piace tantissimo, e anche al mio compagno. A inizio ottobre devo per forza tornare un paio di giorni in Sardegna per aiutare i miei. Come ad ogni viaggio, ne approfitto per fare da staffetta. Porto quattro cani: due cuccioli sul treno da Sassari a Olbia e due adulti che hanno adozione in Toscana da Olbia a Livorno. Alla volontaria che mi conosce da quando sono bambina e che mi porta i cuccioli in stazione confido di essere interessata a Moksha, ma di non dire ancora nulla alla balia. Mi manda tantissime foto che faranno innamorare il mio compagno in via definitiva. Nei giorni successivi, io e lui stiamo finendo di mettere tutto a posto per prendere casa. Il 20 ottobre gli mostro le foto dei tre cuccioli, nel frattempo sono cresciuti parecchio, sembrano future taglie grandi simil cani fonnesi, una razza che si trova in Sardegna e che nella mia famiglia amiamo molto, mio padre ne ha uno puro tolto da una situazione di disagio e anche io ne ho avuto uno, purtroppo l'ho perso per un caso di malasanità veterinaria che ancora mi fa molto soffrire. Hanno avuto la gastroenterite ma sono sopravvissuti tutti. Il mio compagno vede Moksha ancora una volta. 

"Prendiamo lei dai. E' carina, e poi è femmina, sarà più tranquilla".

Ancora non lo diciamo alla balia, perché vogliamo essere sicuri che casa nostra abbia il giardino. Il 30 ottobre la contatto. Le dico che vogliamo adottare Moksha. Iniziamo a sentirci e mi manda video e foto, oltre al questionario preaffido che però è praticamente una formalità. Nel Sassarese tutti sanno la mia storia, il modo disperato in cui ho cercato e cerco ancora adesso Nemo, le staffette che faccio a costo di non dormire in viaggio per badare ai cani. Lo faccio perché la storia di Nemo mi ha segnato tanto. E penso che dalla sua scomparsa nel nulla (disperso, rubato o peggio...non so assolutamente nulla, si è come volatilizzato in un attimo), devo trarre qualcosa di buono per queste creature sfortunate. 

Il 18 novembre entriamo in casa. Io mi sto già adoperando per trovare la staffetta, non posso scendere di nuovo in Sardegna. Dopo un tentativo andato a vuoto, la troviamo per il 27 sera. Il 28, prendo il treno prestissimo per Lucca, più vicina, e mezz'ora dopo arriva Lola, ex Moksha. Sul treno di ritorno ho pianto come una fontana, perché ci conoscevamo da dieci minuti e già mi dava i bacini e si addormentava tra le mie braccia. Sono l'unica persona, da quando la conosco, a cui Lola non ha mai ringhiato o abbaiato. Non lo fa per cattiveria ma per paura, è rimasta timorosa di tutto ciò che non conosce. Quando prende confidenza diventa di una dolcezza incredibile. Non è femmina e quindi più tranquilla. E' la più dominante della cucciolata. In un gruppo di cani si comporta come un capo branco, sottomettendo tutti e prendendo i giochi degli altri, l'ho già scritto. Ma la amo così. Oggi ho deciso che è il suo compleanno. Il giorno in cui è stata trovata ed è iniziato quel percorso che l'ha portata, inaspettatamente, a me. Tutti i giorni ci porta la felicità in casa, è diventata una delle cose che ci legano e per le quali andiamo avanti anche come coppia, nonostante un anno non facilissimo nella nostra relazione. E' la nostra figlia pelosa...e oggi ha avuto una torta di paté e due regalini, una palla in corda e un altro giochino sempre in corda, sono gli unici che non distrugge subito. 

Queste siamo noi due al lago di Bilancino, ad una quarantina di minuti da casa. Il suo primo bagno...non le è piaciuto molto, si bagnava solo per prendere i bastoncini vicini alla riva che poi ha ammucchiato in un unico punto per rosicchiarli. Buon compleanno Lolina mia. Cento di questi giorni.