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lunedì 8 febbraio 2016

Di scrittura, studio, classici e...Robin Hobb, as always!

Mi è mancato questo posto. Mi è mancato scrivere.


Sono stati mesi intensi, passati prima a studiare per gli esami, poi a seguire le lezione, poi di nuovo a studiare per gli esami. Queste non sono novità, da due anni e mezzo a questa parte, ma ci sono state anche quelle, alcune delle quali spero di potervi parlare a breve.

school arthur studying

Spesso ho pensato al mio blog abbandonato, fermo al sette agosto. E’ incredibile come nel web, sempre più rapido per la frenesia di condividere, ci possono essere angoli in cui il tempo ha la capacità di fermarsi ad un’immagine, e farlo andare avanti è un’opportunità nelle nostro sole mani. Un blog è così. E ora voglio far si che prenda di nuovo il suo corso, anche se sarà un po’ difficile visti gli impegni. Ma ora che sono più o meno riuscita a dare il giusto spazio a tutto nelle mie giornate, spero di poter inserire anche il blog. Ho iniziato rifacendo due settimane fa il look, decisamente invernale. Spero vi piacciano quei fiocchi di neve che piovono dal cielo. Anche solo modificare queste piccole cose è stata una boccata di ossigeno.


Probabilmente, vi parlerò di poche cose, di quelle più importanti e ovviamente in queste cose ci sono i libri che leggo e che mi colpiscono in bene e in male. Da poco ho finito Moby Dick. Si, mi sono buttata, alla fine! Ed è stato sorprendente, mi aspettavo un testo pesantuccio mentre invece la storia di Achab e della Balena Bianca si è rivelata affascinante, epica, piena di frasi che ho segnato nel mio quadernino e che mi hanno fatta riflettere molto sul significato di questo libro e ciò che ha voluto trasmettere Melville con il suo simbolismo. Ho cercato un po’ di informazione in rete per un futuro video per Youtube (se tutto va bene, lo giro questa settimana e lo posto la prossima) e mi rendo conto che non sono molto d’accordo con alcune tesi che ho trovato. Forse è questa la magia dei classici, quando ci toccano nel profondo, che la loro interpretazione diventa personale, magari non accettabile da un critico letterario professionista, ma già il fatto che in questo mondo dove si elabora sempre meno un pensiero proprio noi lo abbiamo fatto è qualcosa, no?


 In questi giorni invece, sto finendo Il Destino dell’Assassino di Robin Hobb. Si sempre lei. So che mi odiate visto che ne parlo quasi ad ogni post...


E’ l’ultimo libro della Trilogia dell’Uomo Ambrato, la terza ambientata nel mondo degli Elderlings. E si sta rivelando uno dei libri più tristi che io abbia mai letto...ma ve ne parlerò di sicuro.


 A proposito di Robin Hobb, per chi è interessato, qui per voi un link! La Sperling&Kupfer ha pubblicato il primo libro della trilogia The Fitz and the Fool, della quale la Hobb sta scrivendo il terzo volume, previsto per la primavera del 2017. Quando ho visto la notizia stentavo a crederci, e invece, il giorno stesso, sono andata in libreria. In fondo ad una scatola di nuovi arrivi, l’ho trovato. Inutile dire che l’ho comprato subito. Mi mancano tutti i quattro volumi delle Cronache delle Giungle della Pioggia per arrivare a questo punto della storia, ma pensare di leggere finalmente un libro cartaceo di Robin Hobb è una vittoria. Inoltre, la Fanucci riedita L’Apprendista Assassino, il primissimo libro della serie, dall’11 febbraio. Ovviamente sarà mio u.u Due libri cartacei dell’introvabile saga del Reame degli Elderlings su sedici pubblicati, di cui due inediti in Italia, cosa vuoi di più dalla vita! A parte gli scherzi, spero che questo sia solo l’inizio e che mano a mano i libri diventino disponibili per tutti i nuovi fan della Hobb, come me che la seguo da un anno e mezzo.

Robin Hobb in un servizio fotografico per un calendario di qualche anno
fa. Mi fa pensare molto ai personaggi dei suoi libri che possiedono lo
Spirito, la facoltà di legarsi agli animali, comunicare con loro e molto altro.
Questo è tutto. Spero di avere altri ritagli di tempo in cui tornare al blog. E’ stato molto rilassante scrivere questo post, un po’ nella biblioteca dell’università, un po’ sul mio letto, ascoltando brani ‘calmi’ dei Sonata Arctica, dei Nightwish, dei Rhapsody of Fire e di altri artisti. Ultimamente ho anche ricominciato ad ascoltare David Bowie. La sua morte mi ha colpita molto, la sua musica mi trasmette un’energia che pochi riescono a fare con ogni loro singola canzone. Vi lascio con il video di Life on Mars. A mio parere, insieme a quello di Ashes to Ashes, uno dei più belli, da brividi. A presto. 






martedì 12 maggio 2015

APOCALYPTICA!!!!

No, no, non sto delirando sull'Apocalisse o roba simile, state tranquilli...semplicemente da due settimane a questa parte non faccio quasi altro che ascoltare questo gruppo finlandese. Non badate al loro nome, anche quello è ingannatore. Potresti aspettarti un gruppo di black metal...e invece scopri questo.



Metal con il violoncello! Con il violoncello!! Poi, va bene, hanno anche un cantante, però personalmente preferisco le canzoni solo strumentali, tranne questa versione di Faraway cantata dalla cantante svedese Linda Sundblad.


Poi, fanno anche canzoni con ritmi più propriamente metal, come per esempio Hope.


E sono anche capaci di rivisitare un mito della musica classica norvegese, Hall of the Mountain King di Edvard Grieg, una delle musiche di Peer Gynt.



E ora rifatevi gli occhi con Perttu Kivilaakso...


Ok...era da un bel po' che non facevo un post del genere su un gruppo. Abbiate pazienza, mi passerà e la prossima volta scriverò qualcosa di un po' più serio e sensato. Fino ad allora...continuo alternativamente a saltellare e volteggiare sulle note di Till Death Do Us Part!


giovedì 30 aprile 2015

La Giornata Mondiale del Libro...in ritardo

Sono in ritardo. In ritardissimo. E tra venti minuti scappo a lezione...ma non volevo non fare questo post entro la fine di questa settimana.

Giovedì scorso, è stata la Giornata Mondiale del Libro. Per me, è stata una giornata un po' particolare, almeno a partire dal pomeriggio, quando ho lasciato l'università e sono andata in libreria. La Giunti ha fatto una bella iniziativa, raddoppiando per un giorno i punti della Giunti Card,ad ogni acquisto, che solitamente uso per comprare libri del costo superiore ai sedici euro, e regalando un libro. Io ho preso Bianca come il latte rossa come il sangue di Alessandro D'Avenia, un po' perché il suo libro mi incuriosiva, un po' perché il 7 maggio D'Avenia sarà qui a Sassari a presentare il suo nuovo libro, Ciò che inferno non è. E io, da brava cacciatrice di autografi, non posso certo lasciarmi sfuggire una tale occasione...

Quanto al libro che mi è stato regalato, è Wonder di R.J. Palacio. Lo avevo visto in libreria, e ammetto che finché non l'ho preso non sapevo di cosa parlasse. Poi, la commessa me ne ha un po' spiegato la trama, e beh...uno di questi giorni lo leggerò.

La tappa successiva, insieme alle mie amiche che mi avevano raggiunta, è stato l'ex mercato di Sassari. Qui, ho incontrati lei...


Licia Troisi, grazie alla quale le mie ricreazioni al ginnasio e per una parte del liceo sono state molto meno sole. Grazie ho cavalcato draghi come Nihal, sconfitto la perfida Setta degli Assassini come Dubhe, fatto un'inchiesta su strane morti magiche come Telkar. Incontrarla, come nel 2008, anche se allora ero decisamente più 'piccola' di adesso, è stato emozionante.

Bene cari lettori, e ora scappo!!! Spero di scrivere qualcosa la settimana prossima. Lo spero proprio...buon lungo fine settimana a voi!!

martedì 14 aprile 2015

Folletta Style


Ieri, l'ho preso. Giusto in tempo, perché poco dopo che sono passata al negozio per farmelo mettere da parte è arrivata un'altra ragazza che lo voleva. Sto parlando del vestito là su. Lo sto adorando. Un vestito da folletta, un po' strambo...ma lo indosserò appena farà un po' più caldo.

A presto :*

lunedì 13 aprile 2015

Premio Liebster Award


Buongiorno a tutti! Come promesso, eccomi qui da voi! Oggi, ritiro il premio che mi ha assegnato Anto, il Liebster Award. Mi sono sempre chiesta chi lo abbia inventato...il suo nome non so perché mi fa pensare a qualcosa di tedesco O.o

Cooooooomunque, le regole del premio sono:

1. Ringraziare i blogger che ti hanno nominato. 
2. Rispondere alle dieci domande.
3. Nominare altri dieci blog.
4. Porre dieci domande.
5. Comunicare la nomina ai blog.

Dieci dieci dieci!! Ooook, ce la possono fare. (Si, oggi sto mettendo un sacco di lettere alle parole, la primavera mi rende pazzerella).

Grazie mille Anto! Dato che ultimamente non sono molto attiva su Blogger, questo premio mi ha decisamente sorpresa! Qui, il link al blog di Anto. 

Le sue dieci domande sono:

1. Quanto ti piace ascoltare musica e perché?

Mi piace MOLTO ascoltare musica, anche se a volte ho bisogno dei miei momenti di silenzio completo, in particolare la mattina e la notte, prima di andare a dormire. Mi piace ascoltare musica per le emozioni che trasmette, e anche perché mi concentra moltissimo su quello che sto facendo. Se sto studiando metto tutti i brani che ho in modo casuale, se invece sto leggendo, dipende dal genere di libro. Ultimamente, dato che sono in un periodo di bulimia fantasy, mi sto buttando sul Symphonic Metal, Power Metal ed Epic Music. Però, sto anche amando moltissimo una canzone degli Imagine Dragons, Warriors.

2. Quale sarebbe la tua giornata tipo della vita dei sogni?

Domanda difficile...perché dipenderebbe dalla giornata! Se avessi voglia di rilassarmi, credo che la passerei svegliandomi tardi (adoro svegliarmi tardi, sono pigra!) e leggendo spaparanzata sul letto, preferibilmente con uno dei miei gatti a tenermi compagnia. Però, chissà, magari potrei anche decidere di fare una passeggiatina in campagna... Se invece sono un po' più energica, allora la passerei con le mie amiche, camminando e chiacchierando come facciamo solitamente. 

3. Hai un vizio (piccolo o grande)? Qual'è?

Non so se si può considerare un vizio, ma mi mangio le pellicine delle unghie! Una volta mi mangiavo anche le unghie, ma sono riuscita a smettere in terza media.

4. Cosa basterebbe a cambiarti in meglio la giornata?

Una battutaccia divertente di una delle mie amiche. Giuro, basta quello, e il resto lo affronto senza problemi.

5. C'è un autore che ti fa battere il cuore? Chi è e perché? 

O mamma, pormi questa domanda in questo momento può farmi delirare. Ma cercherò di essere breve. 

Lei si chiama Robin Hobb.


Ed è semplicemente una grandissima scrittrice!! Ha scritto una serie di trilogie ambientare nel mondo di Elderlings, quella dei Lungavista, quella dei Mercanti di Borgomago e quella dell'Uomo Ambrato. Ora, ne sta scrivendo un'altra, chiamata The Fitz and the Fool, ma il primo volume è ancora inedito in Italia (traducetelosubitoooooooooooo!!!). Ha anche scritto quattro libri, sempre ambientati a Elderlings, chiamati Cronache delle Giungle della Pioggia. Perché mi fa battere il cuore? Veramente, ci sono mille motivi. L'ambientazione è molto originale, non avevo mai letto qualcosa di simile nel fantasy, i personaggi ti entrano dentro e non ne escono più, sia quelli che ami sia quelli che odi, il suo stile di scrittura è scorrevole e affascinante, ti cattura e non ti fa più staccare dal libro. Sono arrivata ad andare su Deviantart e scaricare fan art che ora sfilano sul mio desktop...credo che fosse dai tempi in cui leggevo Silvana De Mari che una storia non mi ossessionava a tal punto. Martedì scorso mi sono ritrovata a piangere alle tre del mattino per un momento tristissimo...e ho continuato a leggere per un'altra ora, sognando poi quel che avevo letto, ovviamente. Consiglio calorosamente i suoi libri, purtroppo poco conosciuti in Italia. Ma vi giuro che vale assolutamente la pena di essere letta. 

6. Qual'è la città di cui porti il ricordo più bello e quella nella quale un domani ti piacerebbe vivere?

Per la prima risposta, Plymouth, in Inghilterra. Ci ho passato cinque fantastiche settimane a 17 anni, per un progetto di lingua chiamato Leonardo. Stavo nella casa di una signora con un vecchio micione di 18 anni che continuava a giocare con i suoi topini di stoffa come se ne avesse uno e lavoravo come commessa in un charity shop. E' stata la più bella esperienza che ho fatto sino ad adesso, mi sono ritrovata in situazioni nelle quali dovevo sbrigarmela da sola (non dimenticherò mai il giorno in cui mi sono persa e ancora non sapevo parlare bene l'inglese, di modo che mi sono dovuta far capire a gesti e inglese maccheronico), e questo mi ha fatto crescere molto. La rifarei mille volte. 

Per la seconda risposta...sinceramente...non saprei!! Certo, mi piacerebbe vivere in un paese straniero, e perché no proprio l'Inghilterra, ma per quel che riguarda la città, credo che andrò dove mi porterà il lavoro! Più che altro, non mi piacerebbe vivere in un centro grande...amo le strade non troppo affollate, e non vorrei ritrovarmi come a Parigi dove ho avuto un istante di terrore sui Champs E'lisée. Troppa gente O_O

7. Cibo preferito?

La fregola alla pescatora. Se piccante, ancora meglio.

8. Qual'è il tuo genere di film preferito?

Mi piace un po' di tutto, devo ammettere. Anche se non mi piacciono i film troppo melensi. Diciamo che tra i generi che preferisco c'è il fantasy, se è ben fatto, la fantascienza, il thriller, i gialli, i film storici quando ricalcano bene la storia (mi ricordo ancora di aver visto un film cinese ambientato nell'800 d.C. in cui appariva l'IMPERATORE ROMANO D'OCCIDENTE che parlava latino con l'imperatrice cinese...) e i film di pirati, tranne quelli con Errol Flynn. 

9. Qual'è il cartone preferito della tua infanzia?

Un cartone che nessuno conosce! Il Pianeta Selvaggio, una produzione franco-cecoslovacca del 1973. Direi che il genere è una sorta di fantascienza surreale, con delle sorta di alieni giganteschi che usano gli uomini come animali da compagnia. Nonostante molti la trovino inquietante, mi è sempre piaciuta l'idea che magari gli uomini potrebbero non essere l'animale più evoluto dell'Universo. Qui, una delle scene più belle e inquietanti. 


10. Dimmi una cosa che hanno fatto tutti, ma che tu non hai fatto. 

Uhm...la maggior parte delle bambine hanno fatto almeno un mesetto di danza classica nella loro vita...io no!! Lo sport che ho praticato e che più vi si avvicina è ginnastica artistica, ma non ero per niente brava e mi sono quasi rotta l'osso del collo (letteralmente). Alla fine, ho sempre amato sport più di squadra e non proprio da ragazza. 

Ed ecco qui! Ora, per la regola dei dieci blog, mi trovo davvero in difficoltà, per cui...lo assegno a tutti i blog che seguo :D

Le miei dieci domande *comincia a spremersi il neurone solitario* sono:

1. Se potessi vivere in un'altra epoca, quale sceglieresti?
2. Hai animali?
3. Fai o hai mai fatto collezione di qualcosa?
4. Qual'è la serie letteraria che ti ha più appassionato?
5. E quella cinematografica?
6. Utilizzi un social network, a parte blogger?
7. Qual'è la tua bevanda fresca preferita?
8. E il tuo cibo fresco preferito?
9. Il tuo gusto di gelato preferito? (la mia fantasia sta andando in panne)
10. Qual'è il film che più hai odiato?

Ecco qui, ho finito. Uff!!

Vi avverto che domani rischio di non postare nulla come avevo invece promesso. Il PC ha un problemino alla ventola e lo devo portare da un tecnico...comunque sia, appena posso tornerò a parlarvi...a presto cari follower. <3

venerdì 10 aprile 2015

Voglia di Blogger

La prossima settimana aspettatevi a dei post. Tanti post. Uno al giorno da lunedì a venerdì. Questo posto mi manca, e tantissimo!! E la prossima settimana, dato che mi prudono le dita dalla voglia di scrivere, ci sarò, prima di tutto per ritirare il premio di Anto (scusami ancora per aver visto il commento solo ora ç_ç). Nel frattempo, vi lascio con una frase tratta da La Nave della Pazzia di Robin Hobb e una fan art di un personaggio del libro, Ambra, trovata su Deviantart. Il post che ho scritto sul blog dei libri non mi è per niente bastato.

"Metà dei mali di questo mondo avvengono mentre le persone oneste stanno a guardare e non fanno niente di male."

 A presto!!


giovedì 26 marzo 2015

Libri...dritti al cuore!

Buonasera a tutti.

Nell'ultimo post, vi ho accennato ad un progetto sui libri al quale stavo dedicando un po' di tempo. Ebbene, circa due settimane fa l'ho fatto partire! Si tratta sostanzialmente di un modo per condividere la mia passione per i libri (si lo so, l'ennesimo...ma stavolta lo mantengo, giuro!). Ho creato un canale Youtube con il mio nome (al momento, ho caricato un solo video, ma prossimamente ne caricherò un altro), una pagina Facebook, un account Twitter ed infine un nuovo blog. Preferisco tenere Foglie d'erba solo per le cose di argomento vario, per questo ne ho creato uno nuovo.
Spero che la cosa vi piaccia e che veniate in tanti!!

books animated GIF

A presto :*


giovedì 5 marzo 2015

La mia serata cinema

La mia serata cinema comincia uscendo dall'università, dopo una lezione sulle leggi relative ai beni culturali dell'Italia post-unitaria e una lunga discussione di politica con un collega. Piove. Tiro fuori l'ombrello e lo apro. La mia idea è quella di prendere una pizza nel centro. Mano a mano che avanzo, la giungla umana cambia: da studenti universitari stanchi si passa a donne in carriera che chiudono i loro uffici, commesse della Conad che finiscono il turno e commercianti che abbassano le serrande dei negozi. Davanti all'ufficio di un avvocato incontro una micia dalla pancia bianca e la testa e la schiena rosse e nere, visibilmente incinta, vogliosa di coccole. Mi fermo un po' per accarezzarla, poi continuo ad avviarmi verso la pizzeria...che si rivela chiusa per lavori. Ma ce n'è un'altra poco lontano, e insieme alla mia pizza prendo anche una fanta, da bere davanti al film. Fuori, a causa della pioggia tutto è deserto. Ne sono contenta, per una volta non c'è la folla di ragazzine truccate peggio di una drag queen e ragazzini che sembrano appena usciti da un video di Justin Bieber e non gli è neanche ancora mutata la voce. Cammino con la mia pizza bollente piena di formaggio fuso con l'idea di fare una passeggiata...ma mi rapisce una libreria. Le porte sono chiuse, ma si sentono soffocate le voci dei proprietari che mettono a posto e puliscono. Mi perdo a guardare la vetrina, a notare le copertine dei libri che già ho, quelle di libri che vorrei avere, quelle di autori che non sopporto, come l'ambiguo Michel Houellebecq che si aggiudica uno scaffale intero con Sottomissione. Alcune copertine mi attirano, altre no, mentre il formaggio fuso mi brucia la lingua. Dopo un buon quarto d'ora passato davanti alla libreria, scendo ancora un po' di più lungo Largo Cavallotti, a vedere la bottega dei cappelli. Ce ne sono per tutti i gusti, di tutti i colori, certo un po' da vecchia...ma comunque mi piacciono moltissimo. E' quella la vetrina che uso per ripassarmi un po' il rossetto. Infine, finalmente, mi avvio verso il cinema. Davanti c'è una piccola folla di persone che escono dal film precedente, Turner di Mike Leigh. Persone per lo più dai quarant'anni in su. Ormai, nel pubblico di Sassari chi ha la mia età è raro. Rimane solo un cinema, quando dieci anni fa ce n'erano quattro. Mi aspetto di essere l'unica in sala a vedere Mommy di Xavier Dolan.


E' uno dei miei registi preferiti e finalmente, dopo aver vinto il premio della giuria ex aequo con Jean-Luc Godard allo scorso festival di Cannes, viene distribuito in Italia.


Dovrò sopportare il doppiaggio, ma poco importa. ora che posso vedere un suo film al cinema, sopporto tutto. Prendo il mio biglietto, e so già che lo conserverò. Poi, entro in sala. Una sala che tra poco sarà sorprendentemente riempita da una trentina di persone. 


I film di Xavier Dolan parlano di quelli che, come dice con spregio uno dei personaggi 'normali' del film, vengono definiti disadattati. Una madre e un figlio che non vanno d'accordo su niente in J'ai tué ma mère. 


Un'amico ed un'amica dai gusti retrò che s'innamorano dello stesso ragazzo in Les amours imaginaires. 


Un trentenne professore che si scopre transessuale in Laurence Anyways. 


Un ragazzo che va al funerale del suo amante per conoscerne la famiglia in Tom à la ferme.


In Mommy, Dolan riaffronta il tema della madre lasciato un po' in disparte ma non del tutto dopo J'ai tué ma mère. C'è sempre una madre, nei suoi film, e spesso non è uno degli esempi migliori di figura materna. 

 

Dopo che in un Quebec immaginario è stata votata una legge che permette ai genitori di un figlio affetto da problemi psichici di abbandonarlo legalmente, Diane si ritrova ad essere costretta a riprendere a casa il proprio figlio Steve, affetto da deficit di attenzione e da crisi che lo rendono violento. Perde il lavoro e si ritrova in una situazione sempre più difficile, nonostante l'aiuto della vicina Kyla.


La storia prosegue verso la sua inevitabile conclusione, e io mi ci perdo dentro, nonostante il doppiaggio mi disturbi parecchio, perché lo stile di Dolan è lì, con i suoi colori, le sue bellissime musiche e i costumi, i primi piani, le immagini che d'un tratto scorrono a ritmo più lento. 


Quasi a sottolineare la chiusura, l'oppressione dei suoi personaggi, schiacciati dagli incontrastabili eventi della vita, Dolan ha scelto per questo film il formato 1:1, un formato quadrato che sembra chiudere in una claustrofobica scatola il soggetto, senza vie d'uscita per l'occhio dello spettatore. E quando tutto sembra andare per il meglio, allora ecco che la scatola si apre, per tornare, lo spazio di un istante felice o di un sogno ad occhi aperti di una vita normale che mai avverrà, al classico formato rettangolare. Cosa che, insieme a tutto il resto, alla perfetta armonia dei dettagli, che saranno sempre utili e mai da tralasciare in un film di Xavier Dolan, mi ha lasciato con le lacrime agli occhi. Solo io posso piangere per formato...



Sono uscita dal cinema commossa come non mi accadeva da un po'. Probabilmente, il giorno in cui sarò madre e rivedrò questo film mi farà un effetto ancora peggiore. 


Lo consiglio a tutti per scoprire o riscoprire questo regista che secondo me è uno dei migliori in circolazione. 


"Nella vita non può accadere che una madre ami di meno suo figlio. L'unica cosa che accadrà, sarà che ti amerò sempre di più, e sarai tu che mi amerai sempre di meno."



















































lunedì 3 novembre 2014

Buongiorno, cari lettori. Sono mancata per un po’, lo so. E devo anche ammettere che il mio ultimo post non è stato il migliore che io abbia mai scritto. Mi scuso, ma avevo bisogno di sfogo. Molto probabilmente non è stato il miglior modo di farlo, così, in pubblico, ma ormai è fatta, so che il messaggio è stato ricevuto e mi è stato anche risposto con poco tatto, tanto che le mie amiche hanno pensato bene di intasarmi la bacheca di Facebook pur di non farmi vedere il post incriminato...ma ormai, è fatta. Il passato non si può cambiare, e per quel che mi riguarda ho accettato la risposta con una scrollata di spalle.

Che dire. La mia vita procede come quella di una normale ragazza di 22 anni. Anche se ultimamente mi sto reputando uno strano incrocio tra una metallara e una nerd, nonostante non ami molto le etichette. Tutti i giorni ho lezioni che terminano tardi, alcune interessanti, altre un po’ meno. In particolare, quest’anno mi piacciono Antropologia Culturale ed Etnologia, Etruscologia e Antichità Italiche, e Letteratura Italiana. Ed è soprattutto grazie ai professori che li tengono. In realtà, in Antropologia ne ho due, due donne, una piuttosto anziana con una vocina così sottile che le ho chiesto se cortesemente mi lasciava mettere il registratore sulla cattedra, e una giovane che ha conquistato il cuore di tutti i miei colleghi maschi (e anche di molte donne). Il perché? Beh, diciamo che è grazie al suo linguaggio colorito. Una professoressa che prima spiega che quello che vuole un uomo da una donna in camera da letto è condizionato dai filmini porno che guardava da adolescente e poi chiede preoccupata se in classe c’è un sacerdote, perché una volta un suo allievo lo era e arrivati a quel punto della sua spiegazione è scappato a gambe levate, non può che suscitare il riso. Ovviamente, si parla anche di cose serie, come il modo in cui ci creiamo una sorta di microcosmo culturale tutto per noi oppure il lavoro del grande studioso Franz Boas, del quale avevo letto un libro sul linguaggio dei nativi americani qualche anno fa. La prima cosa che mi ha colpito del professore di Etruscologia, invece, è stata la sua vaga somiglianza a Babbo Natale. La seconda, il suo accento laziale. La terza, il fatto che anche lui, in quanto a linguaggio, non scherza. Diciamo che è un Babbo Natale che non disdegna le parolacce. Il mio professore di Letteratura Italiana, invece, mi piace per il modo in cui spiega. Purtroppo, non ho avuto la fortuna di fare molto bene questa parte del programma alla superiori, e così mi sta sembrando di riscoprire Dante. Non vedo l’ora di cominciare il Canzoniere di Petrarca, che tra l’altro ho trovato per tre euro e cinquanta in una bellissima edizione del 1969 con la copertina in pelle bianca decorata con fregi dorati della Fabbri Editori. Amo la piccola libreria di libri usati nella quale l’ho comprata. Si trova in una stradina del centro storico di Sassari, e ci si può trovare di tutto, dai manuali sulle erbe aromatiche ai saggi sul nazismo in Europa del Nord, dai libri di pirati a quelli della Harmony. Un Natale ci ho anche trovato un libro in francese per mio padre e Balla coi Lupi per mia madre. Edizione scolastica, con le domande per vedere se aveva capito bene ciò che aveva appena letto. Per il resto, l’università va bene, anche se gli esami da dare sono praticamente il doppio rispetto all’anno scorso. Ma sono confidente nelle mie capacità. Se ce l’ho fatta l’anno scorso, ora che ho capito bene il sistema e il come studiare sarà tutto più facile, no?



Mi ritrovo ancora a parlare di libri! Sto finendo Il Regno dei Lupi di George Martin e tra poco ve ne posterò la recensione. Martin si sta rivelando un autore davvero impegnativo. Non che non mi piaccia, Tyrion Lannister rimane il più bel personaggio che io abbia mai incontrato, e Arya e Bran stanno diventando sempre più inquietanti. Però, non mi prende in modo particolare. Quindi, anche perché ero molto curiosa, ho cominciato a leggere al tempo stesso un’altra saga, quella dei Mercanti di Borgo Mago di Robin Hobb, tra l’altro molto apprezzata dallo stesso Martin. Nel weekend, sono capace di leggere 100 pagine della Hobb e solo 40 di Martin. Sarà anche perché mi sono innamorata... Lui è un pirata, è subdolo e ambizioso come Jack Sparrow ma non gesticola come lui. Si chiama Kennit, e io e la mia amica Chris ce lo dovremo dividere. Scherzo, ma solo in parte: Kennit è veramente fantastico. Insomma, il fantasy è il genere di libri che sto leggendo ultimamente. Un’overdose,  lo ammetto, e il bello è che non è finita qui! Tra i miei prossimi progetti di lettura, tra taaanto tempo, ci sono anche le Cronache di Terramare di Ursula K. Le Guin (8 volumi), Il Canto della Rivolta di Suzanne Collins, La Vera Storia di Capitan Uncino di Pier Domenico Baccalario e Il Ragazzo dei Mondi Infiniti di Neil Gaiman e Michael Reaves. Dopo, credo che mi farò una bella cura di libri ambientati nel mondo reale e in francese. Se sopravvivo, ovviamente. E se nel frattempo George Martin non avrà pubblicato il sesto volume del Trono di Spade. Non si sa mai, con quell’uomo dal berretto da marinaio. Aver letto che non esclude un ottavo volume perché la storia è complicata e comincia a non capirci niente neanche lui mi ha dato un brivido di terrore.

Un’altra cosa che mi sta appassionando ultimamente è Star Wars. Quest’estate, con mio padre,ne abbiamo comprato tutti e sei i film. E che dire...mi piace. E tanto. Il mondo creato da George Lucas è semplicemente affascinante. Preferisco i film più recenti a quelli più vecchi, è come se fossero più completi, più articolati nella trama e nell’ambientazione. Obi-Wan Kenobi è l’incarnazione della saggezza, insieme a Yoda, ovviamente, ma anche Anakin Skywalker, il futuro Darth Vader, fa la sua figura. Lo odi e lo ami al tempo stesso. E la ragione per la quale passa al lato oscuro è romantica. Sembra un personaggio romantico, in effetti, di quelli che trovi nei romanzi di Charlotte o Emily Bronte. Perseguendo il suo obiettivo, cercando di amare, non fa altro che autodistruggersi. Il personaggio che mi piace di meno, invece è Padme Amidala. Nella Minaccia Fantasma, è una donna forte e coraggiosa, capace di imbracciare una pistola per difendere il suo pianeta. Poi, dal secondo episodio in poi si trasforma in una creaturina lacrimosa che altro non sa dire se non ‘Oh Anakin, cosa ti succede’. Aho, tuo marito sta passando al lato oscuro, io telespettatrice noto i suoi cambiamenti fisici dalla tv, tu ce l’hai davanti in carne ed ossa, possibile che non te ne accorgi?? Vabbeh, in questo caso George Lucas poteva fare di meglio. Ora ho cominciato a guardare, su Youtube, la prima stagione della serie di cartoni animati The Clone Wars, e ovviamente aspetto l’episodio VII diretto da J.J. Abrahams che stanno girando in questi giorni e che uscirà l’anno prossimo a dicembre. Ho anche appassionato le mie amiche, e Chris, da un viaggio che ha fatto a Cracovia, mi ha riportato questa spilla. L’ho attaccata al giubbotto. E fa una certa figura con la treccina da padawan jedi che mi faccio da qualche tempo. Mi hanno già detto, per la strada, ‘che la Forza sia con te’. 



I miei gatti stanno bene. Si stanno facendo le riserve di grasso per l’inverno, come se ne avessero bisogno, visto che hanno una casa calda e si possono addormentare vicino alla stufa. Zoe è la solita fotomodella. Gin caccia tutto ciò che si muove. Max si diverte ad arrivare correndo in camera mia, saltare sulla mia scrivania, chiacchierare con me (“Mreow!” “Meuuu” “Rueeeow!!”) e poi giocare a nascondino dietro le tende della mia finestra. Chassy, invece, viene per mangiare e poi va via a cercare gatte. Una classica vita da felini domestici, insomma.




Bene, ora vi lascio. Questo blog mi manca...spero di riuscire ad essere più presente prossimamente. Intanto, baci a tutti. E spero che questa canzone della bravissima violinista Lindsey Stirling (quella ragazza balla e suona al tempo stesso, incredibile!) e Peter Hollens, tratta dal videogioco Skyrim, vi piaccia. Ciao ciao. 


mercoledì 27 agosto 2014

La Bastida di Sorres: Tre giorni di guerra, nuovi incontri e...Medioevo!

(Beh, per l’esattezza noi ci siamo stati due giorni...ma questa è un’altra storia!)

Buondì! Oggi, vi racconto della manifestazione a cui ho assistito in questi giorni insieme alle mie amiche Cris ed E, al mio amico F, e alla madre di Cris, che gentilmente ci ha accompagnati. Si tratta della Bastida di Sorres, la rievocazione di un fatto d’arme avvenuto nel 1334, quando i Doria riconquistarono agli Aragonesi la città fortificata di Sorres, importante anche come sede vescovile con il monastero di San Pietro.
 
E, insieme alla rievocazione, siamo finiti...in un accampamento medievale del XIV secolo! E questa è stata una vera e propria sorpresa. Perché si, sapevamo che ci sarebbe stato, ma non così completo, ricco di vita e di persone abbigliate con vestiti d’epoca e banchi con praticamente tutti gli oggetti della vita di allora, con persone che ti spiegano qualunque cosa.


Il primo giorno, siamo anche andati a visitare il nuraghe di Santu Antine, uno dei più importanti dell’isola, ricco di particolarità che solo lui possiede...


...e la mia testa se ne ricorda, si, anche perché ad un certo punto e io e Cris ci siamo infilate in un buio e stretto corridoio che porta ad un pozzo sacro e io ho sbattuto la testa sull'unica sporgenza, ovviamente. Un male cane. E una piccola bozza, per fortuna coperta dai miei capelli. A parte questo, davvero, questo nuraghe è stupendo, si trova in una valle sul comune di Torralba chiamata anche Valle dei Nuraghe perché ve ne sono stati costruiti ben trenta.  Se fate un giro in Sardegna venite a visitarlo!





Dopo la visita al nuraghe, siamo quindi andati a Borutta, il comune nel quale si svolgeva la rievocazione. Appena arrivati, mi è scappata da ridere, a vedere tutte quelle persone in costume. E mi sono messa anche un poco ad invidiarle...


All’inizio non sapevamo dove guardare, talmente tante cose c’erano. Il nostro occhio era già caduto sulle spade, e, un po’ timidamente, abbiamo cominciato a prenderle in mano. Poi, però, abbiamo cominciato a girare con ordine, e siamo capitate nella tenda dello Scriptorium. Completa di pergamene, Carta de Logu, inchiostri rosso e oro, sigilli...e tante altre cose, compresi i mitici Oculi de Vitro cum Capsula!






Nella stessa tenda, c’erano anche una sedia-trono e un gioco degli scacchi, riproduzione di un originale che è stato usato in moltissimi film e serie tv, compresi I Pilastri della Terra e Il Trono di Spade.


E poi...siamo passati alle armi. Spade a due mani, archi, asce, elmi, scudi, gambali...c'era di tutto! Ci siamo sbizzarrite. Vi posso dire che, per le spade a due mani, anche se sono piuttosto pesanti, dopo un po’ è come se il tuo polso si abituasse a reggere tale peso. E bisogna anche contare sul fatto che l’arma sia bilanciata bene o no. Mi ricordo in particolare di una che non era bilanciata ed era pesantissima...subito dopo, ce ne hanno passata in mano una ben bilanciata e più pesante, ma che risultava più leggera alla presa.





Abbiamo fatto diverse foto ai vari cavalieri, arcieri, damigelle, e qualche volta siamo anche riusciti a fare foto insieme a loro.






Poi, abbiamo visto il falconiere, un ragazzo che ci stava tra l’altro benissimo, a fare il falconiere...insomma, sembrava uscito dal medioevo. Aveva una poiana, un gufo e un barbagianni. Io e le mie amiche abbiamo potuto tenere in mano la poiana, uno splendido uccello che però, durante l’esibizione, ha attaccato il gufo...il motivo? Poco prima, il gufo gli aveva dato una piccola artigliata. E la poiana ha pensato bene di vendicarsi, non pensando che il gufo è molto più forte di lei. Immaginate la nostra faccia quando abbiamo visto la poiana lanciarsi sul gufo! Sembrava che i due stessero lottando (e il gufo era sempre nella mano del falconiere), c’erano tante piume in aria (della poiana) e quando è riuscito a separarli, il falconiere ci ha spiegato che era una fortuna che la sua mano stringesse gli artigli del gufo, altrimenti, per la vendicativa poiana, non ci sarebbe stato scampo!


Un’altra cosa che mi ha impressionata è stato quando, ad un certo punto, quando un signore evidentemente non contento del fatto che l’uccello non rispondesse ai suoi fischi, ha detto al falconiere che la sua poiana obbediva solo a lui, e questo gli ha risposto: “Il mio non è un ordine, è un invito”.

E poi...è arrivato il momento della battaglia!


Le musiche? Non erano molto adatte, sarebbe stato meglio un bel rullo di tamburi, ma hanno trasmesso canzoni tratte dal Trono di Spade, I Pilastri della Terra, Il Gladiatore e Brave Heart.






Infine, siamo rimasti ancora un poco, poi ce ne siamo andati, anche perché faceva molto freddo. A quanto pare tremavo come una foglia. E il bello era che non lo sentivo per nulla! Però, siamo partiti con un proposito: tornare l’indomani! Anche perché, prima della battaglia, abbiamo cominciato a parlare insieme ad un gruppo di ragazzi, e, parlando parlando, alla fine mi hanno detto che se fossi ritornata l’indomani mi avrebbero mostrato qualche cosina di base con la spada. Beh, mica potevo resistere???


E così, eccoci lì ancora eccitati per il giorno prima. Purtroppo, c’era molto vento e sabbia e polvere appiccicosa, avevo le lenti e hanno cominciato a darmi un po’ fastidio, ma mi sono comunque goduta la mattinata. Prima di tutto, i ragazzi del giorno prima, che fanno parte della Sala d’Arme Le Quattro Porte di Cagliari, ci hanno spiegato la strategia militare alla base della battaglia di Azincourt. Si, proprio quella battaglia della Guerra dei Cent’Anni in cui la cavalleria francese si è fatta massacrare dagli arcieri inglesi. E infatti non vi dico le battute quando ho detto: “Ma la fai proprio a me che sono francese??” Comunque, c’è da dire che i francesi si sono comportati in quella circostanza da perfetti idioti, quindi, forse, un poco se la sono meritati, la sconfitta. Infine, ci sono state mostrate alcune armi d’assedio dell’epoca, attraverso dei modellini.


Ho fatto un giro dall'astrologa. Stava accanto al chiosco del medico, da me e da molti altri soprannominato Dante Alighieri, visto che era vestito tutto di rosso. L'astrologa aveva iniziato da poco a spiegare, quando è arrivato un ferito da freccia! E abbiamo assistito all'operazione (completa di sangue) del medico, che dopo aver segato la parte in legno della freccia e aver cauterizzato una parte del corpo del povero paziente (così si distraeva e un poco sveniva...eh si, la cauterizzazione a quei tempi serviva proprio per quello!), e aver controllato anche che non toccasse punti vitali, ha fatto passare la punta della freccia dall'altra parte del corpo. Purtroppo, però il pover'uomo non ce l’ha fatta. Scherzo, era tutta una ricostruzione, ma ci ha presi così alla sprovvista che è stato divertentissimo. E poi mi sono fermata almeno venti minuti con il medico, a chiacchierare di medicina, un altro campo vastissimo del sapere medievale. Anche se continuo a pensare non credo che mi sarei molto fidata di un medico di allora. E poi, è arrivato il momento della spada! C'erano i giornalisti che facevano le riprese, proprio in quel momento, quindi forse sono finita in televisione XD

Due ragazzi mi hanno fatto vedere diverse poste, basandosi sul Flos Duellatorum, un trattato sul combattimento con la spada che è il terzo in ordine di antichità in Europa. Ne esistono due copie, entrambe in America. Una terza si trovava anche in Italia, ma è scomparsa a inizio ‘900. Beh, che vi posso dire...voglio imparare la scherma medievale, ora ancor più di prima. Chissà che un giorno io non riesca ad andare a Cagliari per imparare. Inoltre, non so come dirvi, ma ho trovato molta più apertura mentale rispetto alla ricerca e alla multidisciplinarietà che questa implica in questi ragazzi appassionati di storia medievale che in molti archeologi e professori.

Abbiamo, infine, riassistito alla battaglia, anche se stavolta c’erano meno figuranti ed erano state introdotte le scale per l’assalto alle mura. Ma è stato comunque emozionante. Poi, ce ne siamo andati. Concordando sul fatto che l’anno prossimo ci torniamo. E stavolta per tutti e tre i giorni!


Credo che mi terrò quest’esperienza dentro per un bel po’. In meno di ventiquattrore ho imparato moltissimo, forse non in modo accademico, non con una lezione frontale o un seminario, ma credo che sia soprattutto in questo modo, con questo genere di iniziative, che la storia sembra viva, e non solo qualche riga buttata su un manuale. E’ stato strano, ma mentre era in quel campo, con tutte quelle bancarelle, quegli uomini, donne, e anche bambini vestiti come degli uomini del medioevo, con quel trampoliere che di tanto si faceva strada a grandi falcate tra di noi, in alcuni momenti mi sembrava quasi di esserci. Eppure, non sono una di quelle persone che vorrebbero esserci vissute. So che il medioevo, per quanto sia affascinante, è anche un’epoca di violenza inaudita. Non che sia tanto cambiato, oggi, in certi posti...ma, no, se mi dicessero: “Abbiamo una macchina del tempo con la quale potrai vivere quel tempo per sempre” non lo farei. E poi, un’altra cosa che mi porterò dentro, sono gli incontri che ho fatto in questi giorni. Chissà, forse qualche amicizia, qualche contatto nuovo è nato. E, ancora una volta, non posso far altro che ringraziare le persone che hanno reso questo possibile.