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lunedì 13 aprile 2015

Premio Liebster Award


Buongiorno a tutti! Come promesso, eccomi qui da voi! Oggi, ritiro il premio che mi ha assegnato Anto, il Liebster Award. Mi sono sempre chiesta chi lo abbia inventato...il suo nome non so perché mi fa pensare a qualcosa di tedesco O.o

Cooooooomunque, le regole del premio sono:

1. Ringraziare i blogger che ti hanno nominato. 
2. Rispondere alle dieci domande.
3. Nominare altri dieci blog.
4. Porre dieci domande.
5. Comunicare la nomina ai blog.

Dieci dieci dieci!! Ooook, ce la possono fare. (Si, oggi sto mettendo un sacco di lettere alle parole, la primavera mi rende pazzerella).

Grazie mille Anto! Dato che ultimamente non sono molto attiva su Blogger, questo premio mi ha decisamente sorpresa! Qui, il link al blog di Anto. 

Le sue dieci domande sono:

1. Quanto ti piace ascoltare musica e perché?

Mi piace MOLTO ascoltare musica, anche se a volte ho bisogno dei miei momenti di silenzio completo, in particolare la mattina e la notte, prima di andare a dormire. Mi piace ascoltare musica per le emozioni che trasmette, e anche perché mi concentra moltissimo su quello che sto facendo. Se sto studiando metto tutti i brani che ho in modo casuale, se invece sto leggendo, dipende dal genere di libro. Ultimamente, dato che sono in un periodo di bulimia fantasy, mi sto buttando sul Symphonic Metal, Power Metal ed Epic Music. Però, sto anche amando moltissimo una canzone degli Imagine Dragons, Warriors.

2. Quale sarebbe la tua giornata tipo della vita dei sogni?

Domanda difficile...perché dipenderebbe dalla giornata! Se avessi voglia di rilassarmi, credo che la passerei svegliandomi tardi (adoro svegliarmi tardi, sono pigra!) e leggendo spaparanzata sul letto, preferibilmente con uno dei miei gatti a tenermi compagnia. Però, chissà, magari potrei anche decidere di fare una passeggiatina in campagna... Se invece sono un po' più energica, allora la passerei con le mie amiche, camminando e chiacchierando come facciamo solitamente. 

3. Hai un vizio (piccolo o grande)? Qual'è?

Non so se si può considerare un vizio, ma mi mangio le pellicine delle unghie! Una volta mi mangiavo anche le unghie, ma sono riuscita a smettere in terza media.

4. Cosa basterebbe a cambiarti in meglio la giornata?

Una battutaccia divertente di una delle mie amiche. Giuro, basta quello, e il resto lo affronto senza problemi.

5. C'è un autore che ti fa battere il cuore? Chi è e perché? 

O mamma, pormi questa domanda in questo momento può farmi delirare. Ma cercherò di essere breve. 

Lei si chiama Robin Hobb.


Ed è semplicemente una grandissima scrittrice!! Ha scritto una serie di trilogie ambientare nel mondo di Elderlings, quella dei Lungavista, quella dei Mercanti di Borgomago e quella dell'Uomo Ambrato. Ora, ne sta scrivendo un'altra, chiamata The Fitz and the Fool, ma il primo volume è ancora inedito in Italia (traducetelosubitoooooooooooo!!!). Ha anche scritto quattro libri, sempre ambientati a Elderlings, chiamati Cronache delle Giungle della Pioggia. Perché mi fa battere il cuore? Veramente, ci sono mille motivi. L'ambientazione è molto originale, non avevo mai letto qualcosa di simile nel fantasy, i personaggi ti entrano dentro e non ne escono più, sia quelli che ami sia quelli che odi, il suo stile di scrittura è scorrevole e affascinante, ti cattura e non ti fa più staccare dal libro. Sono arrivata ad andare su Deviantart e scaricare fan art che ora sfilano sul mio desktop...credo che fosse dai tempi in cui leggevo Silvana De Mari che una storia non mi ossessionava a tal punto. Martedì scorso mi sono ritrovata a piangere alle tre del mattino per un momento tristissimo...e ho continuato a leggere per un'altra ora, sognando poi quel che avevo letto, ovviamente. Consiglio calorosamente i suoi libri, purtroppo poco conosciuti in Italia. Ma vi giuro che vale assolutamente la pena di essere letta. 

6. Qual'è la città di cui porti il ricordo più bello e quella nella quale un domani ti piacerebbe vivere?

Per la prima risposta, Plymouth, in Inghilterra. Ci ho passato cinque fantastiche settimane a 17 anni, per un progetto di lingua chiamato Leonardo. Stavo nella casa di una signora con un vecchio micione di 18 anni che continuava a giocare con i suoi topini di stoffa come se ne avesse uno e lavoravo come commessa in un charity shop. E' stata la più bella esperienza che ho fatto sino ad adesso, mi sono ritrovata in situazioni nelle quali dovevo sbrigarmela da sola (non dimenticherò mai il giorno in cui mi sono persa e ancora non sapevo parlare bene l'inglese, di modo che mi sono dovuta far capire a gesti e inglese maccheronico), e questo mi ha fatto crescere molto. La rifarei mille volte. 

Per la seconda risposta...sinceramente...non saprei!! Certo, mi piacerebbe vivere in un paese straniero, e perché no proprio l'Inghilterra, ma per quel che riguarda la città, credo che andrò dove mi porterà il lavoro! Più che altro, non mi piacerebbe vivere in un centro grande...amo le strade non troppo affollate, e non vorrei ritrovarmi come a Parigi dove ho avuto un istante di terrore sui Champs E'lisée. Troppa gente O_O

7. Cibo preferito?

La fregola alla pescatora. Se piccante, ancora meglio.

8. Qual'è il tuo genere di film preferito?

Mi piace un po' di tutto, devo ammettere. Anche se non mi piacciono i film troppo melensi. Diciamo che tra i generi che preferisco c'è il fantasy, se è ben fatto, la fantascienza, il thriller, i gialli, i film storici quando ricalcano bene la storia (mi ricordo ancora di aver visto un film cinese ambientato nell'800 d.C. in cui appariva l'IMPERATORE ROMANO D'OCCIDENTE che parlava latino con l'imperatrice cinese...) e i film di pirati, tranne quelli con Errol Flynn. 

9. Qual'è il cartone preferito della tua infanzia?

Un cartone che nessuno conosce! Il Pianeta Selvaggio, una produzione franco-cecoslovacca del 1973. Direi che il genere è una sorta di fantascienza surreale, con delle sorta di alieni giganteschi che usano gli uomini come animali da compagnia. Nonostante molti la trovino inquietante, mi è sempre piaciuta l'idea che magari gli uomini potrebbero non essere l'animale più evoluto dell'Universo. Qui, una delle scene più belle e inquietanti. 


10. Dimmi una cosa che hanno fatto tutti, ma che tu non hai fatto. 

Uhm...la maggior parte delle bambine hanno fatto almeno un mesetto di danza classica nella loro vita...io no!! Lo sport che ho praticato e che più vi si avvicina è ginnastica artistica, ma non ero per niente brava e mi sono quasi rotta l'osso del collo (letteralmente). Alla fine, ho sempre amato sport più di squadra e non proprio da ragazza. 

Ed ecco qui! Ora, per la regola dei dieci blog, mi trovo davvero in difficoltà, per cui...lo assegno a tutti i blog che seguo :D

Le miei dieci domande *comincia a spremersi il neurone solitario* sono:

1. Se potessi vivere in un'altra epoca, quale sceglieresti?
2. Hai animali?
3. Fai o hai mai fatto collezione di qualcosa?
4. Qual'è la serie letteraria che ti ha più appassionato?
5. E quella cinematografica?
6. Utilizzi un social network, a parte blogger?
7. Qual'è la tua bevanda fresca preferita?
8. E il tuo cibo fresco preferito?
9. Il tuo gusto di gelato preferito? (la mia fantasia sta andando in panne)
10. Qual'è il film che più hai odiato?

Ecco qui, ho finito. Uff!!

Vi avverto che domani rischio di non postare nulla come avevo invece promesso. Il PC ha un problemino alla ventola e lo devo portare da un tecnico...comunque sia, appena posso tornerò a parlarvi...a presto cari follower. <3

mercoledì 31 dicembre 2014

2015

E così, anche il 2014 se ne va. La cosa mi sorprende, non mi ero ancora abituata del tutto al pensiero: siamo nell'anno 2014. Sarà che questo è stato un anno particolare. A partire da aprile le cose si sono concatenate velocemente, troppo velocemente, in un modo che poteva essere migliore. Probabilmente, non mi mancherà, il 2014.

Certo, ho versato tante lacrime, ma ho anche scoperto qualcosa: il valore dell'amicizia. Non che non lo conoscessi prima. Ma quest'anno più che negli altri mi sono resa conto di quanto io abbia trovato due persone diverse da me in certi aspetti, simili in altri, ma con le quali vado d'accordo e ho un rapporto come mai mi è capitato prima, un rapporto che cresce ogni giorno grazie alle esperienze che facciamo insieme, le battute, i deliri, le cavolate, il tè, i film, i libri scambiati. Quest'amicizia mi fa pensare a un bel fiore, curato ogni giorno con amore. Beh, grazie ragazze, per aver reso questo 2014 migliore, per essere state tra quelle persone (e che persone) che ci hanno messo un po' di felicità e risate, per avermi sostenuta nella tempesta. Non vedo l'ora di ritrovarci domani pomeriggio per il nostro primo tè dell'anno. Il tè della fortuna, chissà.

Cari lettori, anche a voi auguro un felice 2015, all'insegna della gioia e dell'amore. Pur nelle difficoltà, perché quelle, non mi illudo, ci sono sempre. Un caldo abbraccio,
                     
                                                                                                                      Ko

                                             

lunedì 8 settembre 2014

Recensione libro: Il Trono di Spade-Il Grande Inverno

Premessa: se avete in programma di leggere Il Trono di Spade e non l’avete ancor fatto, oppure se state leggendo il primo volumetto, oppure se non avete visto la serie tv e (cosa che vale in tutti i casi) non volete SPOILER, saltate il post.  

Dunque, eccomi qui a recensirvi il secondo volumetto delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin. E che dirvi: mi è piaciuto molto di più del precedente! Finalmente, arriva l’azione, e che azione! Ma procediamo con ordine.

Ad Approdo del re, Ned Stark si ritrova sempre più invischiato in una storia di tradimento molto più grande di lui, e ad affrontare una prova mortale che metterebbe a rischio il suo stesso onore. C’entrano i Lannister, ovviamente, e in particolare la regina Cersei. Cosa farà, nel momento in cui verrà a conoscenza della verità che è costata la vita a Jon Arryn?
Al Nido dell’Aquila, Tyrion Lannister, prigioniero di Catelyn Stark, attende di essere giudicato. Nonostante la sua lingua tagliente, riuscirà stavolta il Folletto a cavarsela?
Alla Barriera, Jon Snow presta il suo giuramento ai confratelli dei Guardiani della Notte. Tuttavia, anche lui sarà messo alla prova, nonostante scoprirà che c’è chi ha affrontato dilemmi grandi quanto i suoi, lì, e non una sola volta. Ed intanto, l’antica e leggendaria minaccia degli Estranei sembra farsi sempre più reale.
Al di là del mare, Daenerys Targaryen porta in grembo il figlio di Khal Drogo, mentre il fratello Viserys diventa sempre più irrequieto, e i Dothraki sopportano il Re Mendicante di meno ogni giorno che passa.
Tutto questo mentre il caos comincia ad invadere i Sette Regni, e un vento di guerra comincia ad innalzarsi su di loro.

Come dicevo, e come spero di essere riuscita a rendere da questa breve sintesi della trama, finalmente azione! Il vento di guerra si leva eccome, ecco il primo pezzo di battaglia e le prime morti (sigh!). Eh si, perché George comincia a mostrare il suo estro sanguinario, la sua fantasia nell’uccidere personaggi che non importa quanto il suo pubblico di lettori li ami o il ruolo che essi hanno nella storia, lui lo fa e basta. Il che, diciamolo, sfoltisce anche l’esercito che si è costruito (l’indice dei nomi è di 18 pagine, per il momento), ma solo per la durata di un libro. Quindi, MORTI STECCHITI DALLO SCRITTORE SADICO:

Baratheon: 1
Stark: 1
Lannister: 0
Tully: 0
Targaryen: 2+1 parente acquisito (conto anche Raego e Drogo perché sono troppo sentimentale D’:)
Guardiani della Notte importanti: ? (Benjen Stark è morto o scomparso?)

Morti che a volte sei pure contenta che accadano, altre un po’ meno. Devo ammettere che, quando ho visto la serie tv, ci sono rimasta molto male per Ned. Stavolta, invece, la cosa mi ha fatto soltanto scuotere le spalle. Perché? Semplicemente perché Ned è troppo buono. Troppo onorevole, troppo poco scaltro per la corte di intrighi che si ritrova a governare. Petyr Baelish gli ripete tante volte di non fidarsi di lui e lui si fida. Non si vede arrivare la trave nell’occhio. Quindi, nonostante ammetto che fosse un grande tra tutti quei corrotti, penso che un poco si sia meritato la fine che ha fatto.
Il suo aguzzino, Joffrey, mi sta sempre più antipatico. Si mostra sadico, spietato, un vero cattivo che ama giocare con la gente e il sangue. Mi fa pensare lui, ad un Mastino, come chiama la sua guardia personale Sandor Clegane. Il quale mostra in questo libro di avere, oltre la scorza dura di uomo maltrattato dalla vita e dal fratello, un cuore. Piuttosto sorprendente, visto che sembra prendere sotto la sua ala protettiva Sansa Stark, prima la solita oca accanto al suo principe, poi, dopo la morte del padre, all’improvviso un poco più cresciuta e anche vendicativa. Vediamo se continua così, la figlia più grande degli Stark.
Per quanto riguarda Arya, beh...io la adoro. Mi fa ridere, ha sempre la risposta pronta, ma sa anche agire in modo spietato con il suo Ago. A proposito, vi posto uno dei passaggi migliori che la riguardano e che mi ha fatta morire dal ridere.

“Fai pure, insultami quanto vuoi” ribatté Sansa con aria di superiorità. “Vedremo se oserai farlo quando sarò sposata a Joffrey. Ti costringerò a farmi inchini e a chiamarmi ‘maestà’.” Lanciò un grido quando Arya le tirò contro l’arancia, che la centrò in mezzo alla fronte con un suono liquido e le ricadde in grembo.“Sembra che tu abbia succo d’arancia spiaccicato sulla faccia, maestà” disse Arya.

Jon, invece, comincia a comportarsi un poco da bambino. Mi sembra uno di quei ragazzini che si sentono troppo superiori per essere capiti e continuano a dire: “Il mondo non mi capisce!” Tuttavia, può anche avere un cuore, come quando chiede a Maestro Aemon di prendere come suo assistente Samwell Tarly, il quale mi sembra avere molto più sale in zucca di lui. E’ buono quanto Eddard Stark, però è talmente tenero che non riesco a non sciogliermi quando appare questo obeso ragazzo mandato a forza alla Barriera. Un pezzo molto bello che li riguarda entrambi, è il giuramento dei Guardiani della Notte:

“Udite le mie parole, siate testimoni del mio giuramento. Cala la notte e la mia guardia ha inizio. Non si concluderà fino alla mia morte. Io non avrò moglie, non possiederò terra, non sarò padre di figli. Non porterò corona e non vorrò gloria. Io vivrò al mio posto e al mio posto morirò. Io sono la spada nelle tenebre. Io sono la sentinella che veglia sul muro. Io sono il fuoco che arde contro il freddo, la luce che porta l’alba, il corno che risveglia i dormienti, lo scudo che veglia sui domini degli uomini. Io consacro la mia vita e il mio onore ai Guardiani della Notte. Per questa e per tutte le notti a venire.”

Tyrion rimane uno dei migliori. Tra l’altro, in questo romanzo incontriamo suo padre, il ricchissimo e nobile Tywin Lannister. Che vi posso dire, sono due personaggi agli antipodi, padre alto ed elegante, figlio nano ed altrettante elegante, certo, sono che non è rigido come se gli avessero messo una scopa...da qualche parte. Ma le battutacce se le mandano eccome, quindi lo scontro finisce 1-1.

Un altro pezzo nel mondo di Westeros che mi è piaciuto molto, anzi mi ha affascinata, è quello in cui Maestro Luwin parla a Bran Stark dei Figli della Foresta. Uomini di piccola statura, scuri e belli, che si vestivano di foglie e corteccia e adoravano gli alberi-diga. Sono scomparsi da secoli, dicono. Ma Osha, la donna dei bruti prigioniera a Grande Inverno, continua a ripetere per tutto il pezzo: “Esistono ancora. Le cose sono diverse oltre la Barriera.” Il che mi fa sperare che il caro George Martin un giorno o l’altro ci faccia scoprire questo affascinante popolo che sembra un misto di Indiani d’America e Celti.

Infine, Daenerys cresce. La sua evoluzione è lenta e graduale, ma alla fine, nell’ultimo bellissimo capitolo, è una vera donna e regina. Faccio il tifo perché alla fine della saga ci si sieda lei, sul Trono di Spade. Dopotutto, è lei la legittima proprietaria di quella scomoda sedia, ora. La storia tra lei e Khal Drogo si fa più intensa, e tra i due, oltre il matrimonio combinato, sboccia un amore fatto di reciproca ammirazione e anche passione. Un peccato che George Martin sia così crudele, anche perché Drogo mi piaceva, sarà pure un barbaro, ma dall’altra parte quella sua durezza aveva qualcosa di epico. E la sua morte ci regala un’altra perla che mi ha commossa tantissimo (lacrimuccia):

“Quando il sole sorgerà ad occidente e tramonterà ad oriente” (...) “Quando i mari si seccheranno e le montagne voleranno via nel vento come foglie morte. Quando il mio grembo sarà di nuovo fecondo e io darò vita ad un figlio vivo. Allora, e solo allora, non prima, tu farai ritorno, mio sole-e-stelle.”

Sullo stile, ho da dire che una cosa che mi piace molto di Martin è che questo sembra cambiare a seconda dei personaggi dal cui punto di vista sono i capitoli. Per alcuni, come Daenerys o Sansa, è più aulico, più solenne, per altri, come Arya o Tyrion, è più direi giocherellone, come se si sfogasse lanciando frecciatine (in particolare con Tyrion). Per altri ancora, come nei capitoli riguardanti Catelyn o Jon, il linguaggio è secco e incisivo, di persone dure che affrontano situazioni dure, la guerra, il lutto, il freddo.

Ecco, questo è quanto avevo da dire su questo secondo volume. Ora mi offrirò una pausa leggendo qualche avventura di Asterix e Obelix, poi comincerò il secondo volumone. Ne approfitto per dirvi una cosa: sono molto impegnata con lo studio, e questo a tempo indeterminato. Quindi, mi scuso se non farò post legati a premi (Anto, grazie di cuore, scusa ancora), per esempio, oppure se pubblicherò a date molto lontane l’una dall’altra. Ma ho davvero bisogno di studiare e posso darmi il lusso di leggere per pochi minuti al giorno, poi solitamente crollo addormentata, e anche scrivere un post mi prende come minimo un’ora. Spero di esserci il più presto possibile. Nel frattempo, godetevi queste immagini che secondo me ci stanno bene con il libro:




E infine, il voto:

9/10

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A presto, spero! Vi abbraccio tutti, cari Followers.

mercoledì 27 agosto 2014

La Bastida di Sorres: Tre giorni di guerra, nuovi incontri e...Medioevo!

(Beh, per l’esattezza noi ci siamo stati due giorni...ma questa è un’altra storia!)

Buondì! Oggi, vi racconto della manifestazione a cui ho assistito in questi giorni insieme alle mie amiche Cris ed E, al mio amico F, e alla madre di Cris, che gentilmente ci ha accompagnati. Si tratta della Bastida di Sorres, la rievocazione di un fatto d’arme avvenuto nel 1334, quando i Doria riconquistarono agli Aragonesi la città fortificata di Sorres, importante anche come sede vescovile con il monastero di San Pietro.
 
E, insieme alla rievocazione, siamo finiti...in un accampamento medievale del XIV secolo! E questa è stata una vera e propria sorpresa. Perché si, sapevamo che ci sarebbe stato, ma non così completo, ricco di vita e di persone abbigliate con vestiti d’epoca e banchi con praticamente tutti gli oggetti della vita di allora, con persone che ti spiegano qualunque cosa.


Il primo giorno, siamo anche andati a visitare il nuraghe di Santu Antine, uno dei più importanti dell’isola, ricco di particolarità che solo lui possiede...


...e la mia testa se ne ricorda, si, anche perché ad un certo punto e io e Cris ci siamo infilate in un buio e stretto corridoio che porta ad un pozzo sacro e io ho sbattuto la testa sull'unica sporgenza, ovviamente. Un male cane. E una piccola bozza, per fortuna coperta dai miei capelli. A parte questo, davvero, questo nuraghe è stupendo, si trova in una valle sul comune di Torralba chiamata anche Valle dei Nuraghe perché ve ne sono stati costruiti ben trenta.  Se fate un giro in Sardegna venite a visitarlo!





Dopo la visita al nuraghe, siamo quindi andati a Borutta, il comune nel quale si svolgeva la rievocazione. Appena arrivati, mi è scappata da ridere, a vedere tutte quelle persone in costume. E mi sono messa anche un poco ad invidiarle...


All’inizio non sapevamo dove guardare, talmente tante cose c’erano. Il nostro occhio era già caduto sulle spade, e, un po’ timidamente, abbiamo cominciato a prenderle in mano. Poi, però, abbiamo cominciato a girare con ordine, e siamo capitate nella tenda dello Scriptorium. Completa di pergamene, Carta de Logu, inchiostri rosso e oro, sigilli...e tante altre cose, compresi i mitici Oculi de Vitro cum Capsula!






Nella stessa tenda, c’erano anche una sedia-trono e un gioco degli scacchi, riproduzione di un originale che è stato usato in moltissimi film e serie tv, compresi I Pilastri della Terra e Il Trono di Spade.


E poi...siamo passati alle armi. Spade a due mani, archi, asce, elmi, scudi, gambali...c'era di tutto! Ci siamo sbizzarrite. Vi posso dire che, per le spade a due mani, anche se sono piuttosto pesanti, dopo un po’ è come se il tuo polso si abituasse a reggere tale peso. E bisogna anche contare sul fatto che l’arma sia bilanciata bene o no. Mi ricordo in particolare di una che non era bilanciata ed era pesantissima...subito dopo, ce ne hanno passata in mano una ben bilanciata e più pesante, ma che risultava più leggera alla presa.





Abbiamo fatto diverse foto ai vari cavalieri, arcieri, damigelle, e qualche volta siamo anche riusciti a fare foto insieme a loro.






Poi, abbiamo visto il falconiere, un ragazzo che ci stava tra l’altro benissimo, a fare il falconiere...insomma, sembrava uscito dal medioevo. Aveva una poiana, un gufo e un barbagianni. Io e le mie amiche abbiamo potuto tenere in mano la poiana, uno splendido uccello che però, durante l’esibizione, ha attaccato il gufo...il motivo? Poco prima, il gufo gli aveva dato una piccola artigliata. E la poiana ha pensato bene di vendicarsi, non pensando che il gufo è molto più forte di lei. Immaginate la nostra faccia quando abbiamo visto la poiana lanciarsi sul gufo! Sembrava che i due stessero lottando (e il gufo era sempre nella mano del falconiere), c’erano tante piume in aria (della poiana) e quando è riuscito a separarli, il falconiere ci ha spiegato che era una fortuna che la sua mano stringesse gli artigli del gufo, altrimenti, per la vendicativa poiana, non ci sarebbe stato scampo!


Un’altra cosa che mi ha impressionata è stato quando, ad un certo punto, quando un signore evidentemente non contento del fatto che l’uccello non rispondesse ai suoi fischi, ha detto al falconiere che la sua poiana obbediva solo a lui, e questo gli ha risposto: “Il mio non è un ordine, è un invito”.

E poi...è arrivato il momento della battaglia!


Le musiche? Non erano molto adatte, sarebbe stato meglio un bel rullo di tamburi, ma hanno trasmesso canzoni tratte dal Trono di Spade, I Pilastri della Terra, Il Gladiatore e Brave Heart.






Infine, siamo rimasti ancora un poco, poi ce ne siamo andati, anche perché faceva molto freddo. A quanto pare tremavo come una foglia. E il bello era che non lo sentivo per nulla! Però, siamo partiti con un proposito: tornare l’indomani! Anche perché, prima della battaglia, abbiamo cominciato a parlare insieme ad un gruppo di ragazzi, e, parlando parlando, alla fine mi hanno detto che se fossi ritornata l’indomani mi avrebbero mostrato qualche cosina di base con la spada. Beh, mica potevo resistere???


E così, eccoci lì ancora eccitati per il giorno prima. Purtroppo, c’era molto vento e sabbia e polvere appiccicosa, avevo le lenti e hanno cominciato a darmi un po’ fastidio, ma mi sono comunque goduta la mattinata. Prima di tutto, i ragazzi del giorno prima, che fanno parte della Sala d’Arme Le Quattro Porte di Cagliari, ci hanno spiegato la strategia militare alla base della battaglia di Azincourt. Si, proprio quella battaglia della Guerra dei Cent’Anni in cui la cavalleria francese si è fatta massacrare dagli arcieri inglesi. E infatti non vi dico le battute quando ho detto: “Ma la fai proprio a me che sono francese??” Comunque, c’è da dire che i francesi si sono comportati in quella circostanza da perfetti idioti, quindi, forse, un poco se la sono meritati, la sconfitta. Infine, ci sono state mostrate alcune armi d’assedio dell’epoca, attraverso dei modellini.


Ho fatto un giro dall'astrologa. Stava accanto al chiosco del medico, da me e da molti altri soprannominato Dante Alighieri, visto che era vestito tutto di rosso. L'astrologa aveva iniziato da poco a spiegare, quando è arrivato un ferito da freccia! E abbiamo assistito all'operazione (completa di sangue) del medico, che dopo aver segato la parte in legno della freccia e aver cauterizzato una parte del corpo del povero paziente (così si distraeva e un poco sveniva...eh si, la cauterizzazione a quei tempi serviva proprio per quello!), e aver controllato anche che non toccasse punti vitali, ha fatto passare la punta della freccia dall'altra parte del corpo. Purtroppo, però il pover'uomo non ce l’ha fatta. Scherzo, era tutta una ricostruzione, ma ci ha presi così alla sprovvista che è stato divertentissimo. E poi mi sono fermata almeno venti minuti con il medico, a chiacchierare di medicina, un altro campo vastissimo del sapere medievale. Anche se continuo a pensare non credo che mi sarei molto fidata di un medico di allora. E poi, è arrivato il momento della spada! C'erano i giornalisti che facevano le riprese, proprio in quel momento, quindi forse sono finita in televisione XD

Due ragazzi mi hanno fatto vedere diverse poste, basandosi sul Flos Duellatorum, un trattato sul combattimento con la spada che è il terzo in ordine di antichità in Europa. Ne esistono due copie, entrambe in America. Una terza si trovava anche in Italia, ma è scomparsa a inizio ‘900. Beh, che vi posso dire...voglio imparare la scherma medievale, ora ancor più di prima. Chissà che un giorno io non riesca ad andare a Cagliari per imparare. Inoltre, non so come dirvi, ma ho trovato molta più apertura mentale rispetto alla ricerca e alla multidisciplinarietà che questa implica in questi ragazzi appassionati di storia medievale che in molti archeologi e professori.

Abbiamo, infine, riassistito alla battaglia, anche se stavolta c’erano meno figuranti ed erano state introdotte le scale per l’assalto alle mura. Ma è stato comunque emozionante. Poi, ce ne siamo andati. Concordando sul fatto che l’anno prossimo ci torniamo. E stavolta per tutti e tre i giorni!


Credo che mi terrò quest’esperienza dentro per un bel po’. In meno di ventiquattrore ho imparato moltissimo, forse non in modo accademico, non con una lezione frontale o un seminario, ma credo che sia soprattutto in questo modo, con questo genere di iniziative, che la storia sembra viva, e non solo qualche riga buttata su un manuale. E’ stato strano, ma mentre era in quel campo, con tutte quelle bancarelle, quegli uomini, donne, e anche bambini vestiti come degli uomini del medioevo, con quel trampoliere che di tanto si faceva strada a grandi falcate tra di noi, in alcuni momenti mi sembrava quasi di esserci. Eppure, non sono una di quelle persone che vorrebbero esserci vissute. So che il medioevo, per quanto sia affascinante, è anche un’epoca di violenza inaudita. Non che sia tanto cambiato, oggi, in certi posti...ma, no, se mi dicessero: “Abbiamo una macchina del tempo con la quale potrai vivere quel tempo per sempre” non lo farei. E poi, un’altra cosa che mi porterò dentro, sono gli incontri che ho fatto in questi giorni. Chissà, forse qualche amicizia, qualche contatto nuovo è nato. E, ancora una volta, non posso far altro che ringraziare le persone che hanno reso questo possibile.  


sabato 26 luglio 2014

giovedì 12 giugno 2014

Recensione libro: Gli effetti secondari dei sogni di Delphine De Vigan

Oggi, vi recensisco un bellissimo libro che ho appena finito...giusto un quarti d'ora fa: Gli effetti secondari dei sogni della scrittrice francese Delphine De Vigan.


Lou Bertignac (come il famoso cantante francese, e infatti una volta ha raccontato che era un parente ma le cose si sono complicate quando hanno cominciato a piovere richieste di autografi...) è una ragazzina di 13 anni con un'intelligenza fuori dal comune, tanto da aver passato un periodo in una scuola specializzata per bambini superdotati e da essere già al secondo anno di liceo. Ama fare esperimenti bizzarri, come testare la capacità di assorbenza delle diverse marche di spugne, si pone domande come "Quando si bacia un ragazzo si deve girare la lingua in senso orario o antiorario?", ma è piuttosto complessata, lei, piccolina, ancora con un fisico da bambina mentre nella sua classe ci sono ragazze che già portano un reggiseno e dei jeans stretti, mettono il rossetto e hanno msn. Come competere con loro nel timido sentimento che prova per Lucas, il bel ragazzo così sicuro di se che, al contrario di lei, a 17 anni è ancora ancora secondo anno?


Un giorno, il professor Marin dona da svolgere un tema. Lou decide di farlo sulle donne senza tetto, in particolare dopo aver visto una ragazza alla stazione, un po' più grande di lei ma che già vive per la strada. No ha solo 18 anni, eppure così vive, arrabbiata con il mondo che tollera il suo stato, i suoi abiti non abbastanza caldi, le notti insonni per il freddo e la vigilanza che non le si rubi niente dei suoi pochi averi, i suoi grandi occhi spenti sotto alla sporcizia. 


Le due ragazze si conoscono, si raccontano, fanno si che due mondi che solitamente si ignorano si scontrino. E se all'inizio tutto sembra andare bene...purtroppo, l'amato precipizio non è mai lontano. 


Gli effetti secondari dei sogni, da cui è stato tratto un film inedito in Italia nel 2010 (le foto sono tratte da quello), è un libro bellissimo, delicato e al tempo stesso forte, che tratta un argomento di quelli per cui lo stato storce il naso, una realtà che è preferibile ignorare per tutti i ben pensanti...e infatti anche questo critica il libro, mette il dito dove fa male attraverso lo sguardo di una ragazzina che molte cose le ha capite, eppure ha saputo mantenere un certo candore nei suoi pensieri, un'innocenza e un'ingenuità che ti disarmano, ti penetrano e ti guidano attraverso quel percorso circolare che è la storia. Semplicemente, stupendo, anche nello stile così veloce e al tempo stesso incisivo dell'autrice. Che dire, leggete questo libro, sarà tempo speso benissimo. 

 

Volevo finire questo post ringraziando Martina per essersi iscritta tra i follower. Il suo blog My life ha appena aperto, ma ha tutte le potenzialità per diventare bellissimo, e lo dico anche conoscendola ;) Dateci uno sguardo! 

A' bientot!!