lunedì 3 novembre 2014

Buongiorno, cari lettori. Sono mancata per un po’, lo so. E devo anche ammettere che il mio ultimo post non è stato il migliore che io abbia mai scritto. Mi scuso, ma avevo bisogno di sfogo. Molto probabilmente non è stato il miglior modo di farlo, così, in pubblico, ma ormai è fatta, so che il messaggio è stato ricevuto e mi è stato anche risposto con poco tatto, tanto che le mie amiche hanno pensato bene di intasarmi la bacheca di Facebook pur di non farmi vedere il post incriminato...ma ormai, è fatta. Il passato non si può cambiare, e per quel che mi riguarda ho accettato la risposta con una scrollata di spalle.

Che dire. La mia vita procede come quella di una normale ragazza di 22 anni. Anche se ultimamente mi sto reputando uno strano incrocio tra una metallara e una nerd, nonostante non ami molto le etichette. Tutti i giorni ho lezioni che terminano tardi, alcune interessanti, altre un po’ meno. In particolare, quest’anno mi piacciono Antropologia Culturale ed Etnologia, Etruscologia e Antichità Italiche, e Letteratura Italiana. Ed è soprattutto grazie ai professori che li tengono. In realtà, in Antropologia ne ho due, due donne, una piuttosto anziana con una vocina così sottile che le ho chiesto se cortesemente mi lasciava mettere il registratore sulla cattedra, e una giovane che ha conquistato il cuore di tutti i miei colleghi maschi (e anche di molte donne). Il perché? Beh, diciamo che è grazie al suo linguaggio colorito. Una professoressa che prima spiega che quello che vuole un uomo da una donna in camera da letto è condizionato dai filmini porno che guardava da adolescente e poi chiede preoccupata se in classe c’è un sacerdote, perché una volta un suo allievo lo era e arrivati a quel punto della sua spiegazione è scappato a gambe levate, non può che suscitare il riso. Ovviamente, si parla anche di cose serie, come il modo in cui ci creiamo una sorta di microcosmo culturale tutto per noi oppure il lavoro del grande studioso Franz Boas, del quale avevo letto un libro sul linguaggio dei nativi americani qualche anno fa. La prima cosa che mi ha colpito del professore di Etruscologia, invece, è stata la sua vaga somiglianza a Babbo Natale. La seconda, il suo accento laziale. La terza, il fatto che anche lui, in quanto a linguaggio, non scherza. Diciamo che è un Babbo Natale che non disdegna le parolacce. Il mio professore di Letteratura Italiana, invece, mi piace per il modo in cui spiega. Purtroppo, non ho avuto la fortuna di fare molto bene questa parte del programma alla superiori, e così mi sta sembrando di riscoprire Dante. Non vedo l’ora di cominciare il Canzoniere di Petrarca, che tra l’altro ho trovato per tre euro e cinquanta in una bellissima edizione del 1969 con la copertina in pelle bianca decorata con fregi dorati della Fabbri Editori. Amo la piccola libreria di libri usati nella quale l’ho comprata. Si trova in una stradina del centro storico di Sassari, e ci si può trovare di tutto, dai manuali sulle erbe aromatiche ai saggi sul nazismo in Europa del Nord, dai libri di pirati a quelli della Harmony. Un Natale ci ho anche trovato un libro in francese per mio padre e Balla coi Lupi per mia madre. Edizione scolastica, con le domande per vedere se aveva capito bene ciò che aveva appena letto. Per il resto, l’università va bene, anche se gli esami da dare sono praticamente il doppio rispetto all’anno scorso. Ma sono confidente nelle mie capacità. Se ce l’ho fatta l’anno scorso, ora che ho capito bene il sistema e il come studiare sarà tutto più facile, no?



Mi ritrovo ancora a parlare di libri! Sto finendo Il Regno dei Lupi di George Martin e tra poco ve ne posterò la recensione. Martin si sta rivelando un autore davvero impegnativo. Non che non mi piaccia, Tyrion Lannister rimane il più bel personaggio che io abbia mai incontrato, e Arya e Bran stanno diventando sempre più inquietanti. Però, non mi prende in modo particolare. Quindi, anche perché ero molto curiosa, ho cominciato a leggere al tempo stesso un’altra saga, quella dei Mercanti di Borgo Mago di Robin Hobb, tra l’altro molto apprezzata dallo stesso Martin. Nel weekend, sono capace di leggere 100 pagine della Hobb e solo 40 di Martin. Sarà anche perché mi sono innamorata... Lui è un pirata, è subdolo e ambizioso come Jack Sparrow ma non gesticola come lui. Si chiama Kennit, e io e la mia amica Chris ce lo dovremo dividere. Scherzo, ma solo in parte: Kennit è veramente fantastico. Insomma, il fantasy è il genere di libri che sto leggendo ultimamente. Un’overdose,  lo ammetto, e il bello è che non è finita qui! Tra i miei prossimi progetti di lettura, tra taaanto tempo, ci sono anche le Cronache di Terramare di Ursula K. Le Guin (8 volumi), Il Canto della Rivolta di Suzanne Collins, La Vera Storia di Capitan Uncino di Pier Domenico Baccalario e Il Ragazzo dei Mondi Infiniti di Neil Gaiman e Michael Reaves. Dopo, credo che mi farò una bella cura di libri ambientati nel mondo reale e in francese. Se sopravvivo, ovviamente. E se nel frattempo George Martin non avrà pubblicato il sesto volume del Trono di Spade. Non si sa mai, con quell’uomo dal berretto da marinaio. Aver letto che non esclude un ottavo volume perché la storia è complicata e comincia a non capirci niente neanche lui mi ha dato un brivido di terrore.

Un’altra cosa che mi sta appassionando ultimamente è Star Wars. Quest’estate, con mio padre,ne abbiamo comprato tutti e sei i film. E che dire...mi piace. E tanto. Il mondo creato da George Lucas è semplicemente affascinante. Preferisco i film più recenti a quelli più vecchi, è come se fossero più completi, più articolati nella trama e nell’ambientazione. Obi-Wan Kenobi è l’incarnazione della saggezza, insieme a Yoda, ovviamente, ma anche Anakin Skywalker, il futuro Darth Vader, fa la sua figura. Lo odi e lo ami al tempo stesso. E la ragione per la quale passa al lato oscuro è romantica. Sembra un personaggio romantico, in effetti, di quelli che trovi nei romanzi di Charlotte o Emily Bronte. Perseguendo il suo obiettivo, cercando di amare, non fa altro che autodistruggersi. Il personaggio che mi piace di meno, invece è Padme Amidala. Nella Minaccia Fantasma, è una donna forte e coraggiosa, capace di imbracciare una pistola per difendere il suo pianeta. Poi, dal secondo episodio in poi si trasforma in una creaturina lacrimosa che altro non sa dire se non ‘Oh Anakin, cosa ti succede’. Aho, tuo marito sta passando al lato oscuro, io telespettatrice noto i suoi cambiamenti fisici dalla tv, tu ce l’hai davanti in carne ed ossa, possibile che non te ne accorgi?? Vabbeh, in questo caso George Lucas poteva fare di meglio. Ora ho cominciato a guardare, su Youtube, la prima stagione della serie di cartoni animati The Clone Wars, e ovviamente aspetto l’episodio VII diretto da J.J. Abrahams che stanno girando in questi giorni e che uscirà l’anno prossimo a dicembre. Ho anche appassionato le mie amiche, e Chris, da un viaggio che ha fatto a Cracovia, mi ha riportato questa spilla. L’ho attaccata al giubbotto. E fa una certa figura con la treccina da padawan jedi che mi faccio da qualche tempo. Mi hanno già detto, per la strada, ‘che la Forza sia con te’. 



I miei gatti stanno bene. Si stanno facendo le riserve di grasso per l’inverno, come se ne avessero bisogno, visto che hanno una casa calda e si possono addormentare vicino alla stufa. Zoe è la solita fotomodella. Gin caccia tutto ciò che si muove. Max si diverte ad arrivare correndo in camera mia, saltare sulla mia scrivania, chiacchierare con me (“Mreow!” “Meuuu” “Rueeeow!!”) e poi giocare a nascondino dietro le tende della mia finestra. Chassy, invece, viene per mangiare e poi va via a cercare gatte. Una classica vita da felini domestici, insomma.




Bene, ora vi lascio. Questo blog mi manca...spero di riuscire ad essere più presente prossimamente. Intanto, baci a tutti. E spero che questa canzone della bravissima violinista Lindsey Stirling (quella ragazza balla e suona al tempo stesso, incredibile!) e Peter Hollens, tratta dal videogioco Skyrim, vi piaccia. Ciao ciao. 


venerdì 17 ottobre 2014

A F.

"Non ti meritava."
"Era troppo immaturo."

Due frasi a caso, tra quelle che mi sono state dette negli ultimi cinque mesi.

Che noiosa che sono, sempre a parlare di questo argomento. Ma oggi ci ritorno. Per l'ultima volta.

Quelle frasi, per un certo tempo, non le ho ritenute vere. No, non avevano capito, solo io avevo capito quanto valevi. Mi davo tante scuse. E' colpa mia se è andato tutto a rotoli, non avrei dovuto sbatterti quella porta in faccia, prendere l'ascensore sperando che tu la riaprissi, uscire guardandomi per l'ultima volta nello specchio del'atrio, quello specchio che tanto spesso ci aveva visti insieme, e andare da mia nonna trattenendo la rabbia per il tuo cinismo e la tua freddezza. Perché scusa, ma dirmi che mi capisci nella mia sofferenza e che sei stato anche peggio di me dopo due settimane che  non dormo, non mangio, non faccio altro che piangere e sto dimagrendo ad occhio è cinismo. Ma tanto tu hai sempre sofferto di più degli altri. Non sei disposto ad accettare che ci sono situazioni in cui magari è meglio mettere da parte il proprio dolore e non dirle, certe cose, perché feriscono ancora di più. Io, con te, non l'ho mai fatto. O forse, quella piccola confessione che ti feci una volta lo era. Ma non ero certo intenzionata a ferirti, solo a dirti veramente quello che avevo provato.

Per un po', sono stata con questa colpevolezza e al tempo stesso con il rancore, perché non mi contattavi neanche per chiedermi perdono, quando io quante volte lo avevo fatto? Dal tuo profilo facebook sembrava che tutto procedesse normalmente. Finché, un giorno non scoppio e scrivo qui ciò che provo. E lì, mi contatti. E ci scriviamo. E ci spieghiamo. E mi sembra che tu stia peggio di me. Ma cerco di essere forte e comprensiva, hai bisogno di tempo, certo, ma quando avrai le tue risposte, le voglio. Va avanti per due mesi. E poi, di nuovo. La solita incomprensione. La solita frasetta che rovina tutto. Da come ho reagito, immagino che ora pensi che il mio obiettivo fosse quello. Ma mi chiedo, se io amo qualcuno, il mio fine ultimo, il mio ultimo sogno, non è proprio quello di essere amata a mia volta da quella persona? Io, quel fine, lo mettevo da parte il più possibile. Quel giorno, volevo soltanto vederti, punto. E il fatto che tu mi abbia detto quella frase, che tu abbia pensato che il mio fine era un altro, mi ha solo ferita di nuovo. Quella rabbia non è passata del tutto. Non ancora. Eppure, ho continuato a sperare. Sperare che di nuovo mi contattassi. Dopotutto, io lo avevo fatto così tante volte. Un po' di volontà, di coraggio da parte tua li volevo. Ma niente. Ho passato il mio compleanno sola come un cane, a fare la spola tra l'ospedale, con mia madre ricoverata, e la casa, perché non volevo festeggiarlo. Ho mangiato una torta che aveva un sapore che più chimico di così non si può. E ho aspettato un segno. Almeno quel giorno. Ma nulla è arrivato. Nessun messaggio. Nessun augurio. Grazie tante, pensavo che avresti colto l'occasione, che avresti osato. E invece no. Sai cosa? Nonostante tutto, avevo pensato di farti gli auguri, al tuo, di prenderti una regalo e lasciartelo sotto casa. Sono così stupida e romantica. Ma non l'ho fatto, visto che tu non ti sei degnato di fare niente. E non sono l'unica che ci è rimasta male.

E ora questa foto del profilo, che ogni volta che sei on-line, vedo. Non c'è lo stato. Ma sai, mi ha comunque fatto riflettere. Tu e lei, con i visi così vicini sul prato dei giardini. Complimenti. Ti ricordi quando ti dicevo che non ero gelosa, nonostante tutte le ragazze che avevi come amiche? Non sono gelosa di natura, io, anzi, penso che chi lo è deve soffrire molto. Ma quando l'ho vista sono stata gelosa. Come se tutta la gelosia che non ho mai provato mi si fosse riversata addosso di botto. Gelosa di lei.

Pensavo che, dopo quasi un anno e mezzo passato insieme, saresti stato un po' più sincero con me. Come ti ho capito quando mi hai detto che non eri sicuro di te stesso, ti avrei anche capito se mi avessi detto che ti eri innamorato di un'altra. Oh, ma lei sarà perfetta per te, molto più di me, eh? Suonate insieme alla stazione, e tutte le altre cose...si si, perfetta, assolutamente.

La gente aveva ragione. Mia madre aveva ragione. Non mi meritavi. Ho sprecato tempo con te. Ho sprecato tante cose che avrei potuto dedicare in altro. Sono stata cieca, ma ora ho gli occhi aperti. Sei immaturo. Egoista. Concentrato su te stesso e basta. Non meriti neanche che ti guardi in faccia, come ho fatto per un istante quella volta che ti ho visto alla fermata (con lei, così vicini, ancora una volta, su quell'aiuola che tanti dei nostri baci aveva visto) e sei scappato in due secondi. E ora eliminami pure dagli amici. Non meriti neanche che io torni sul tuo profilo. Non me ne frega niente. Arrivederci a mai più, F.



lunedì 8 settembre 2014

Recensione libro: Il Trono di Spade-Il Grande Inverno

Premessa: se avete in programma di leggere Il Trono di Spade e non l’avete ancor fatto, oppure se state leggendo il primo volumetto, oppure se non avete visto la serie tv e (cosa che vale in tutti i casi) non volete SPOILER, saltate il post.  

Dunque, eccomi qui a recensirvi il secondo volumetto delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin. E che dirvi: mi è piaciuto molto di più del precedente! Finalmente, arriva l’azione, e che azione! Ma procediamo con ordine.

Ad Approdo del re, Ned Stark si ritrova sempre più invischiato in una storia di tradimento molto più grande di lui, e ad affrontare una prova mortale che metterebbe a rischio il suo stesso onore. C’entrano i Lannister, ovviamente, e in particolare la regina Cersei. Cosa farà, nel momento in cui verrà a conoscenza della verità che è costata la vita a Jon Arryn?
Al Nido dell’Aquila, Tyrion Lannister, prigioniero di Catelyn Stark, attende di essere giudicato. Nonostante la sua lingua tagliente, riuscirà stavolta il Folletto a cavarsela?
Alla Barriera, Jon Snow presta il suo giuramento ai confratelli dei Guardiani della Notte. Tuttavia, anche lui sarà messo alla prova, nonostante scoprirà che c’è chi ha affrontato dilemmi grandi quanto i suoi, lì, e non una sola volta. Ed intanto, l’antica e leggendaria minaccia degli Estranei sembra farsi sempre più reale.
Al di là del mare, Daenerys Targaryen porta in grembo il figlio di Khal Drogo, mentre il fratello Viserys diventa sempre più irrequieto, e i Dothraki sopportano il Re Mendicante di meno ogni giorno che passa.
Tutto questo mentre il caos comincia ad invadere i Sette Regni, e un vento di guerra comincia ad innalzarsi su di loro.

Come dicevo, e come spero di essere riuscita a rendere da questa breve sintesi della trama, finalmente azione! Il vento di guerra si leva eccome, ecco il primo pezzo di battaglia e le prime morti (sigh!). Eh si, perché George comincia a mostrare il suo estro sanguinario, la sua fantasia nell’uccidere personaggi che non importa quanto il suo pubblico di lettori li ami o il ruolo che essi hanno nella storia, lui lo fa e basta. Il che, diciamolo, sfoltisce anche l’esercito che si è costruito (l’indice dei nomi è di 18 pagine, per il momento), ma solo per la durata di un libro. Quindi, MORTI STECCHITI DALLO SCRITTORE SADICO:

Baratheon: 1
Stark: 1
Lannister: 0
Tully: 0
Targaryen: 2+1 parente acquisito (conto anche Raego e Drogo perché sono troppo sentimentale D’:)
Guardiani della Notte importanti: ? (Benjen Stark è morto o scomparso?)

Morti che a volte sei pure contenta che accadano, altre un po’ meno. Devo ammettere che, quando ho visto la serie tv, ci sono rimasta molto male per Ned. Stavolta, invece, la cosa mi ha fatto soltanto scuotere le spalle. Perché? Semplicemente perché Ned è troppo buono. Troppo onorevole, troppo poco scaltro per la corte di intrighi che si ritrova a governare. Petyr Baelish gli ripete tante volte di non fidarsi di lui e lui si fida. Non si vede arrivare la trave nell’occhio. Quindi, nonostante ammetto che fosse un grande tra tutti quei corrotti, penso che un poco si sia meritato la fine che ha fatto.
Il suo aguzzino, Joffrey, mi sta sempre più antipatico. Si mostra sadico, spietato, un vero cattivo che ama giocare con la gente e il sangue. Mi fa pensare lui, ad un Mastino, come chiama la sua guardia personale Sandor Clegane. Il quale mostra in questo libro di avere, oltre la scorza dura di uomo maltrattato dalla vita e dal fratello, un cuore. Piuttosto sorprendente, visto che sembra prendere sotto la sua ala protettiva Sansa Stark, prima la solita oca accanto al suo principe, poi, dopo la morte del padre, all’improvviso un poco più cresciuta e anche vendicativa. Vediamo se continua così, la figlia più grande degli Stark.
Per quanto riguarda Arya, beh...io la adoro. Mi fa ridere, ha sempre la risposta pronta, ma sa anche agire in modo spietato con il suo Ago. A proposito, vi posto uno dei passaggi migliori che la riguardano e che mi ha fatta morire dal ridere.

“Fai pure, insultami quanto vuoi” ribatté Sansa con aria di superiorità. “Vedremo se oserai farlo quando sarò sposata a Joffrey. Ti costringerò a farmi inchini e a chiamarmi ‘maestà’.” Lanciò un grido quando Arya le tirò contro l’arancia, che la centrò in mezzo alla fronte con un suono liquido e le ricadde in grembo.“Sembra che tu abbia succo d’arancia spiaccicato sulla faccia, maestà” disse Arya.

Jon, invece, comincia a comportarsi un poco da bambino. Mi sembra uno di quei ragazzini che si sentono troppo superiori per essere capiti e continuano a dire: “Il mondo non mi capisce!” Tuttavia, può anche avere un cuore, come quando chiede a Maestro Aemon di prendere come suo assistente Samwell Tarly, il quale mi sembra avere molto più sale in zucca di lui. E’ buono quanto Eddard Stark, però è talmente tenero che non riesco a non sciogliermi quando appare questo obeso ragazzo mandato a forza alla Barriera. Un pezzo molto bello che li riguarda entrambi, è il giuramento dei Guardiani della Notte:

“Udite le mie parole, siate testimoni del mio giuramento. Cala la notte e la mia guardia ha inizio. Non si concluderà fino alla mia morte. Io non avrò moglie, non possiederò terra, non sarò padre di figli. Non porterò corona e non vorrò gloria. Io vivrò al mio posto e al mio posto morirò. Io sono la spada nelle tenebre. Io sono la sentinella che veglia sul muro. Io sono il fuoco che arde contro il freddo, la luce che porta l’alba, il corno che risveglia i dormienti, lo scudo che veglia sui domini degli uomini. Io consacro la mia vita e il mio onore ai Guardiani della Notte. Per questa e per tutte le notti a venire.”

Tyrion rimane uno dei migliori. Tra l’altro, in questo romanzo incontriamo suo padre, il ricchissimo e nobile Tywin Lannister. Che vi posso dire, sono due personaggi agli antipodi, padre alto ed elegante, figlio nano ed altrettante elegante, certo, sono che non è rigido come se gli avessero messo una scopa...da qualche parte. Ma le battutacce se le mandano eccome, quindi lo scontro finisce 1-1.

Un altro pezzo nel mondo di Westeros che mi è piaciuto molto, anzi mi ha affascinata, è quello in cui Maestro Luwin parla a Bran Stark dei Figli della Foresta. Uomini di piccola statura, scuri e belli, che si vestivano di foglie e corteccia e adoravano gli alberi-diga. Sono scomparsi da secoli, dicono. Ma Osha, la donna dei bruti prigioniera a Grande Inverno, continua a ripetere per tutto il pezzo: “Esistono ancora. Le cose sono diverse oltre la Barriera.” Il che mi fa sperare che il caro George Martin un giorno o l’altro ci faccia scoprire questo affascinante popolo che sembra un misto di Indiani d’America e Celti.

Infine, Daenerys cresce. La sua evoluzione è lenta e graduale, ma alla fine, nell’ultimo bellissimo capitolo, è una vera donna e regina. Faccio il tifo perché alla fine della saga ci si sieda lei, sul Trono di Spade. Dopotutto, è lei la legittima proprietaria di quella scomoda sedia, ora. La storia tra lei e Khal Drogo si fa più intensa, e tra i due, oltre il matrimonio combinato, sboccia un amore fatto di reciproca ammirazione e anche passione. Un peccato che George Martin sia così crudele, anche perché Drogo mi piaceva, sarà pure un barbaro, ma dall’altra parte quella sua durezza aveva qualcosa di epico. E la sua morte ci regala un’altra perla che mi ha commossa tantissimo (lacrimuccia):

“Quando il sole sorgerà ad occidente e tramonterà ad oriente” (...) “Quando i mari si seccheranno e le montagne voleranno via nel vento come foglie morte. Quando il mio grembo sarà di nuovo fecondo e io darò vita ad un figlio vivo. Allora, e solo allora, non prima, tu farai ritorno, mio sole-e-stelle.”

Sullo stile, ho da dire che una cosa che mi piace molto di Martin è che questo sembra cambiare a seconda dei personaggi dal cui punto di vista sono i capitoli. Per alcuni, come Daenerys o Sansa, è più aulico, più solenne, per altri, come Arya o Tyrion, è più direi giocherellone, come se si sfogasse lanciando frecciatine (in particolare con Tyrion). Per altri ancora, come nei capitoli riguardanti Catelyn o Jon, il linguaggio è secco e incisivo, di persone dure che affrontano situazioni dure, la guerra, il lutto, il freddo.

Ecco, questo è quanto avevo da dire su questo secondo volume. Ora mi offrirò una pausa leggendo qualche avventura di Asterix e Obelix, poi comincerò il secondo volumone. Ne approfitto per dirvi una cosa: sono molto impegnata con lo studio, e questo a tempo indeterminato. Quindi, mi scuso se non farò post legati a premi (Anto, grazie di cuore, scusa ancora), per esempio, oppure se pubblicherò a date molto lontane l’una dall’altra. Ma ho davvero bisogno di studiare e posso darmi il lusso di leggere per pochi minuti al giorno, poi solitamente crollo addormentata, e anche scrivere un post mi prende come minimo un’ora. Spero di esserci il più presto possibile. Nel frattempo, godetevi queste immagini che secondo me ci stanno bene con il libro:




E infine, il voto:

9/10

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A presto, spero! Vi abbraccio tutti, cari Followers.

mercoledì 27 agosto 2014

La Bastida di Sorres: Tre giorni di guerra, nuovi incontri e...Medioevo!

(Beh, per l’esattezza noi ci siamo stati due giorni...ma questa è un’altra storia!)

Buondì! Oggi, vi racconto della manifestazione a cui ho assistito in questi giorni insieme alle mie amiche Cris ed E, al mio amico F, e alla madre di Cris, che gentilmente ci ha accompagnati. Si tratta della Bastida di Sorres, la rievocazione di un fatto d’arme avvenuto nel 1334, quando i Doria riconquistarono agli Aragonesi la città fortificata di Sorres, importante anche come sede vescovile con il monastero di San Pietro.
 
E, insieme alla rievocazione, siamo finiti...in un accampamento medievale del XIV secolo! E questa è stata una vera e propria sorpresa. Perché si, sapevamo che ci sarebbe stato, ma non così completo, ricco di vita e di persone abbigliate con vestiti d’epoca e banchi con praticamente tutti gli oggetti della vita di allora, con persone che ti spiegano qualunque cosa.


Il primo giorno, siamo anche andati a visitare il nuraghe di Santu Antine, uno dei più importanti dell’isola, ricco di particolarità che solo lui possiede...


...e la mia testa se ne ricorda, si, anche perché ad un certo punto e io e Cris ci siamo infilate in un buio e stretto corridoio che porta ad un pozzo sacro e io ho sbattuto la testa sull'unica sporgenza, ovviamente. Un male cane. E una piccola bozza, per fortuna coperta dai miei capelli. A parte questo, davvero, questo nuraghe è stupendo, si trova in una valle sul comune di Torralba chiamata anche Valle dei Nuraghe perché ve ne sono stati costruiti ben trenta.  Se fate un giro in Sardegna venite a visitarlo!





Dopo la visita al nuraghe, siamo quindi andati a Borutta, il comune nel quale si svolgeva la rievocazione. Appena arrivati, mi è scappata da ridere, a vedere tutte quelle persone in costume. E mi sono messa anche un poco ad invidiarle...


All’inizio non sapevamo dove guardare, talmente tante cose c’erano. Il nostro occhio era già caduto sulle spade, e, un po’ timidamente, abbiamo cominciato a prenderle in mano. Poi, però, abbiamo cominciato a girare con ordine, e siamo capitate nella tenda dello Scriptorium. Completa di pergamene, Carta de Logu, inchiostri rosso e oro, sigilli...e tante altre cose, compresi i mitici Oculi de Vitro cum Capsula!






Nella stessa tenda, c’erano anche una sedia-trono e un gioco degli scacchi, riproduzione di un originale che è stato usato in moltissimi film e serie tv, compresi I Pilastri della Terra e Il Trono di Spade.


E poi...siamo passati alle armi. Spade a due mani, archi, asce, elmi, scudi, gambali...c'era di tutto! Ci siamo sbizzarrite. Vi posso dire che, per le spade a due mani, anche se sono piuttosto pesanti, dopo un po’ è come se il tuo polso si abituasse a reggere tale peso. E bisogna anche contare sul fatto che l’arma sia bilanciata bene o no. Mi ricordo in particolare di una che non era bilanciata ed era pesantissima...subito dopo, ce ne hanno passata in mano una ben bilanciata e più pesante, ma che risultava più leggera alla presa.





Abbiamo fatto diverse foto ai vari cavalieri, arcieri, damigelle, e qualche volta siamo anche riusciti a fare foto insieme a loro.






Poi, abbiamo visto il falconiere, un ragazzo che ci stava tra l’altro benissimo, a fare il falconiere...insomma, sembrava uscito dal medioevo. Aveva una poiana, un gufo e un barbagianni. Io e le mie amiche abbiamo potuto tenere in mano la poiana, uno splendido uccello che però, durante l’esibizione, ha attaccato il gufo...il motivo? Poco prima, il gufo gli aveva dato una piccola artigliata. E la poiana ha pensato bene di vendicarsi, non pensando che il gufo è molto più forte di lei. Immaginate la nostra faccia quando abbiamo visto la poiana lanciarsi sul gufo! Sembrava che i due stessero lottando (e il gufo era sempre nella mano del falconiere), c’erano tante piume in aria (della poiana) e quando è riuscito a separarli, il falconiere ci ha spiegato che era una fortuna che la sua mano stringesse gli artigli del gufo, altrimenti, per la vendicativa poiana, non ci sarebbe stato scampo!


Un’altra cosa che mi ha impressionata è stato quando, ad un certo punto, quando un signore evidentemente non contento del fatto che l’uccello non rispondesse ai suoi fischi, ha detto al falconiere che la sua poiana obbediva solo a lui, e questo gli ha risposto: “Il mio non è un ordine, è un invito”.

E poi...è arrivato il momento della battaglia!


Le musiche? Non erano molto adatte, sarebbe stato meglio un bel rullo di tamburi, ma hanno trasmesso canzoni tratte dal Trono di Spade, I Pilastri della Terra, Il Gladiatore e Brave Heart.






Infine, siamo rimasti ancora un poco, poi ce ne siamo andati, anche perché faceva molto freddo. A quanto pare tremavo come una foglia. E il bello era che non lo sentivo per nulla! Però, siamo partiti con un proposito: tornare l’indomani! Anche perché, prima della battaglia, abbiamo cominciato a parlare insieme ad un gruppo di ragazzi, e, parlando parlando, alla fine mi hanno detto che se fossi ritornata l’indomani mi avrebbero mostrato qualche cosina di base con la spada. Beh, mica potevo resistere???


E così, eccoci lì ancora eccitati per il giorno prima. Purtroppo, c’era molto vento e sabbia e polvere appiccicosa, avevo le lenti e hanno cominciato a darmi un po’ fastidio, ma mi sono comunque goduta la mattinata. Prima di tutto, i ragazzi del giorno prima, che fanno parte della Sala d’Arme Le Quattro Porte di Cagliari, ci hanno spiegato la strategia militare alla base della battaglia di Azincourt. Si, proprio quella battaglia della Guerra dei Cent’Anni in cui la cavalleria francese si è fatta massacrare dagli arcieri inglesi. E infatti non vi dico le battute quando ho detto: “Ma la fai proprio a me che sono francese??” Comunque, c’è da dire che i francesi si sono comportati in quella circostanza da perfetti idioti, quindi, forse, un poco se la sono meritati, la sconfitta. Infine, ci sono state mostrate alcune armi d’assedio dell’epoca, attraverso dei modellini.


Ho fatto un giro dall'astrologa. Stava accanto al chiosco del medico, da me e da molti altri soprannominato Dante Alighieri, visto che era vestito tutto di rosso. L'astrologa aveva iniziato da poco a spiegare, quando è arrivato un ferito da freccia! E abbiamo assistito all'operazione (completa di sangue) del medico, che dopo aver segato la parte in legno della freccia e aver cauterizzato una parte del corpo del povero paziente (così si distraeva e un poco sveniva...eh si, la cauterizzazione a quei tempi serviva proprio per quello!), e aver controllato anche che non toccasse punti vitali, ha fatto passare la punta della freccia dall'altra parte del corpo. Purtroppo, però il pover'uomo non ce l’ha fatta. Scherzo, era tutta una ricostruzione, ma ci ha presi così alla sprovvista che è stato divertentissimo. E poi mi sono fermata almeno venti minuti con il medico, a chiacchierare di medicina, un altro campo vastissimo del sapere medievale. Anche se continuo a pensare non credo che mi sarei molto fidata di un medico di allora. E poi, è arrivato il momento della spada! C'erano i giornalisti che facevano le riprese, proprio in quel momento, quindi forse sono finita in televisione XD

Due ragazzi mi hanno fatto vedere diverse poste, basandosi sul Flos Duellatorum, un trattato sul combattimento con la spada che è il terzo in ordine di antichità in Europa. Ne esistono due copie, entrambe in America. Una terza si trovava anche in Italia, ma è scomparsa a inizio ‘900. Beh, che vi posso dire...voglio imparare la scherma medievale, ora ancor più di prima. Chissà che un giorno io non riesca ad andare a Cagliari per imparare. Inoltre, non so come dirvi, ma ho trovato molta più apertura mentale rispetto alla ricerca e alla multidisciplinarietà che questa implica in questi ragazzi appassionati di storia medievale che in molti archeologi e professori.

Abbiamo, infine, riassistito alla battaglia, anche se stavolta c’erano meno figuranti ed erano state introdotte le scale per l’assalto alle mura. Ma è stato comunque emozionante. Poi, ce ne siamo andati. Concordando sul fatto che l’anno prossimo ci torniamo. E stavolta per tutti e tre i giorni!


Credo che mi terrò quest’esperienza dentro per un bel po’. In meno di ventiquattrore ho imparato moltissimo, forse non in modo accademico, non con una lezione frontale o un seminario, ma credo che sia soprattutto in questo modo, con questo genere di iniziative, che la storia sembra viva, e non solo qualche riga buttata su un manuale. E’ stato strano, ma mentre era in quel campo, con tutte quelle bancarelle, quegli uomini, donne, e anche bambini vestiti come degli uomini del medioevo, con quel trampoliere che di tanto si faceva strada a grandi falcate tra di noi, in alcuni momenti mi sembrava quasi di esserci. Eppure, non sono una di quelle persone che vorrebbero esserci vissute. So che il medioevo, per quanto sia affascinante, è anche un’epoca di violenza inaudita. Non che sia tanto cambiato, oggi, in certi posti...ma, no, se mi dicessero: “Abbiamo una macchina del tempo con la quale potrai vivere quel tempo per sempre” non lo farei. E poi, un’altra cosa che mi porterò dentro, sono gli incontri che ho fatto in questi giorni. Chissà, forse qualche amicizia, qualche contatto nuovo è nato. E, ancora una volta, non posso far altro che ringraziare le persone che hanno reso questo possibile.  


mercoledì 20 agosto 2014

Recensione libro: Il trono di spade- Il trono di spade

Ed eccomi, finalmente, a recensirvi questo primo libro della saga di George R.R. Martin. Scusate, ma mi sono accorta che, da quando sono all'università, leggo molto più lentamente...però ce la farò! Aspettatevi a lunghi sproloqui, visto che su questa saga che volevo leggere da parecchio spenderò fiumi di parole...

Ma arriviamo al dunque. Dopo una ribellione avvenuta quindici anni prima, sul Trono di Spade, forgiato anticamente dal re Aegon I Targaryen, il conquistatore dei Sette Regni, con il fiato del suo drago Balerion, siede Robert Baratheon, che ha strappato il potere proprio alla dinastia Targaryen. Dopo la morte improvvisa di Jon Arryn, suo primo cavaliere, egli chiama il suo vecchio amico e compagno di ribellione Eddard Stark, signore di Grande Inverno, a ricoprire il ruolo. E il primo cavaliere si renderà ben presto conto di avere tra le mani un regno polveriera, con una corte piena di intrighi e oscuri segreti per i quali può iniziare il gioco del Trono, al quale ‘o si vince o si muore’.
Intanto, nell'estremo nord, oltre la Barriera, un’imponente muro di ghiaccio che protegge i Sette Regni dai Bruti e originariamente dall'antica minaccia ormai divenuta leggendaria degli Estranei, esseri misteriosi dagli occhi di inquietantemente blu e gelidi che alla morte appartengono, proprio questi stessi sembrano ricomparire. I Guardiani della Notte, ordine che controlla la Barriera, si renderanno conto del vero pericolo?
Sempre nello stesso tempo, al di là del mare, Daenerys Targaryen, che insieme al fratello Viserys rappresenta l’ultimo retaggio sopravvissuto e in esilio della vecchia dinastia, sta per andare in sposa, in cambio di un’armata con la quale Viserys vorrebbe riconquistare il regno che gli spetta, con Khal Drogo, formidabile guerriero del popolo dei Dothraki. Ma sarà suo fratello il vero Drago? Perché lei si sente invece sempre più legata alle uova pietrificate di drago che le sono state offerte come dono di nozze?
                   
Allora. Ricordo che ho visto la serie tv (e il primo libro ne ricopre i primi cinque episodi). Quindi, inevitabilmente, mi aspettavo qualcosa di simili. E infatti lo è, o almeno, la storia, intricata fino all'estremo (e sono solo all'inizio, ahimè ç_ç) è quella. Ma qualcosa è diverso: il ritmo. Il Trono di Spade è infatti raccontato in modo particolare, a partire dal punto di vista di otto personaggi che danno il loro nome al capitolo nel quale appaiono. Ne consegue che la narrazione risulta spezzata, a tratti un poco lenta e pensante, tanto che penso che, una volta finito Il Grande Inverno, mi concederà una pausa e leggerò qualcosa di un poco più leggero. Esito tra un libro per bambini che è una rilettura del personaggio di Capitan Uncino e una biografia di Patti Smith, ma sto divagando, scusate!
Questo fa si che sembra che la storia non parta, o almeno, che parta solo nelle ultime pagine, e forse questa è un’impressione data dal taglio che l'edizione italiana ha fatto, dividendo il primo volume originario della serie in due, Il Trono di Spade e Il Grande Inverno. Una scelta che personalmente non capisco, visto che ora che c’è la serie in corrispondenza con la nuova stagione esce ogni anno anche un volume completo a costo molto più vantaggioso rispetto a quello della divisione.

Detto questo: i personaggi. Dalla serie, amavo alla follia Eddard, sua figlia Arya e suo figlio Jon per gli Stark (Jon è illegittimo ma lo faccio comunque rientrare in questa categoria per facilità XD), Samwell Tarly per i Guardiani della Notte, e Daenerys. La lettura del libro ha fatto scendere nella mia stima Eddard, che sicuramente è uno dei pochi personaggi con un briciolo d’onore in zucca ma si rivela così buono e poco furbo da non vedersi arrivare una trave nell’occhio, e invece a sorpresa mi ha fatto trovare un nuovo beniamino: Tyrion Lannister, detto anche il Folletto. A partire da questa frase, detta a Jon Snow:
  
“Ricorda una sola cosa, ragazzo: tutti i nani potranno anche essere dei bastardi, ma non è affatto necessario che tutti i bastardi debbano essere dei nani.”
                                                                         
Un personaggio forse piccolo di statura, ma che come grandezza ne supera di gran lunga molti altri (compreso Ned, scuuusa Ned), con una lingua arguta e senza peli, che scivola tra la luce e l'ombra del mondo e della casata corrotta dal potere e dalla lussuria nella quale vive, pensando a se stesso certo, ma per il quale non possiamo fare altro che parteggiare, perché avrà sempre il suo asso nella manica, e lo mostrerà quando meno te lo aspetti. Se me lo ammazza giuro che poi lo faccio fuori io, Martin.  
Un altro personaggio che è un poco diverso da quello che mi aspettavo è Daenerys, che risulta in questa prima parte un poco acerba, nonostante mi piaccia già molto. Ma penso si risveglierà a partire dal prossimo libro.
Arya, Samwell e Jon, invece, sono come me li aspettavo, in particolare lei che...inutile, la adoro, per il suo essere ribelle e anticonformista, sempre con la risposta pronta, ben diversa dalla sorella Sansa, la quale invece risulta un’inguaribile oca persa nel suo sogno di sposare il suo dolce principe Joffrey (in realtà un sadico, insopportabile e tronfio ragazzino per il quale è disposta a mentire e far finire nei guai la sorella). Sansa è un insopportabile ‘uccelletto’, come la chiama Sandor Clegane, altro personaggio che inizialmente non mi piaceva, ma che invece ora mi piace, nonostante sia un assassino senza scrupoli. E a proposito di assassinii, eccezionalmente in questo volume niente spargimenti di sangue tra i personaggi principali!! Quindi, MORTI STECCHITI DALLO SCRITTORE SADICO:

Baratheon: 0
Stark: 0
Lannister:0
Tully: 0
Targaryen: 0

In sintesi, quindi, diciamo che il libro si, mi è piaciuto, tuttavia il ritmo lento e la spezzatura in tanti personaggi della storia lo rende faticoso e lento, e soprattutto la loro enorme quantità (perché oltre a quelli che ho citato ce ne sono decine di altri) fa si che già da adesso, in questo momento, mi ritrovo a pensare ‘Aspetta, tu chi sei, quando ti ho già incontrato, cosa fai nella storia??’ e devo correre all'indice dei personaggi di 18 pagine o direttamente al capitolo precedente raccontato dal punto di vista del personaggio principale. Un 3 e mezzo su cinque. Aspettando un po’ più di azione!

Come canzone di questo primo libro, suggerirei la sigla iniziale della serie tv. A parte il fatto che l adoro perché è semplicemente epica e solo lei ti da voglia di guardare l’episodio, penso che dia bene il senso di qualcosa che inizia, che preannunci l’azione che verrà. E quindi, eccovela:

Voto: 3 e mezzo su 5!! 

A presto, mes amis!

venerdì 15 agosto 2014

Jumanji, per il quale mi spaventavo ogni volta che mio padre si divertiva a fare quei ritmici colpetti sotto al tavolo, Hook-Capitan Uncino, per il quale sognavo di andare all'Isola Che Non C’è, per volare e divertirmi con le sirene e sconfiggere quel cattivo di Capitan Uncino, Mrs. Doubtfire, per le risate senza fine ogni volta che la maschera cade per la strada e viene schiacciata da un camion, L’uomo bicentenario per quella sua malinconica poesia che non riusciva a sfuggirmi anche allora, Flubber, uno dei pochi film che ho visto al cinema in Francia e del quale avevamo un adesivo sul vecchio frigo. Più tardi, L’attimo fuggente, il mio film preferito in assoluto, per quel Carpe Diem e quel ‘Oh Capitano, mio Capitano!” ritrovato con un sorriso leggendo Foglie d’Erba di Whitman e Una notte al museo, per quel simpatico Teddy Rooswelt che d’un tratto spaventa il povero guardiano di notte Ben Stiller. E “Goooooooooooooooood Morning Vietnam!!!”. Film visti decine e decine di volte, in particolare quelli di quando ero piccola, ai quali si associa un periodo, un ricordo, un’intensa emozione di bambina che parla alle lumache o di adolescente cinefila fino al midollo che si sente al di fuori della massa. E ogni volta quel volto un poco rugoso e comune, che t’ispira il sorriso. Ma è un volto, dietro alla maschera si cela altro, come purtroppo spesso accade nel mondo dello spettacolo. Da poco, su Facebook, gli avevo anche augurato buon compleanno. E in questi giorni pensavo di guardare Il mondo secondo Garp, nonostante sia immersa nello studio. Guardando le immagini alla tv, non so bene perché, ma mi sento invasa da una grande tristezza, ed è una risata amara che mi sorge spontanea vedendolo mentre passa l’aspirapolvere travestito da donnone in Mrs. Doubtfire, insieme a tutta quella marea di ricordi. Ma così è. Come hanno detto alcuni, diverta Dio, Mr. Robin Williams.